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Siria, la Del Ponte lascia la commissione d'inchiesta: troppa impunità

Carla Del Ponte - AFP

Carla Del Ponte - AFP

di Francesca Sabatinelli

Sette anni di impunità in Siria sono una vergogna. La denuncia arriva dal cuore della commissione d’inchiesta sui crimini in Siria, da Carla Del Ponte, che ha deciso di lasciare perché finora “non è stato fatto nulla”. In sette anni di conflitto, precisa, ci sono stati crimini di guerra e contro l’umanità di “ferocia e brutalità” senza eguali e “l’impunità è permanente”. La Del Ponte da cinque anni fa parte della commissione, in passato era stata procuratrice capo del Tribunale penale internazionale sull’ex Jugoslavia. “Non c’è nessuna delle parti in conflitto che non commetta crimini”, continua la Del Ponte che elenca le atrocità, dall’uso di armi chimiche all’uccisione di civili. Non c’è la decisione politica di togliere questa impunità, è la convinzione di Lorenzo Trombetta,  giornalista dell’Ansa di Beirut:

Ascolta e scarico il podcast dell'intervista integrale a Lorenzo Trombetta