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Card. Bassetti: profonda preoccupazione per lavoro e migranti

Il card. Gualtiero Bassetti, presidente CEI - ANSA

Il card. Gualtiero Bassetti, presidente CEI - ANSA

Il card. Gualtiero Bassetti, presidente della CEI e Arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, ha celebrato stamattina in Cattedrale il pontificale di San Lorenzo, diacono e martire, patrono della città.

A conclusione della visita pastorale che gli ha dato l’occasione di conoscere a fondo la vita delle parrocchie e le istituzioni religiose presenti sul territorio della sua diocesi, il porporato ha voluto “ringraziare il Signore per tutte quelle opere di bene che, silenziosamente e quotidianamente, si sviluppano tra la nostra gente”, specialmente verso quanti sono in difficoltà: “penso, ha detto, alle famiglie sofferenti a motivo di divisioni o a problemi economici; penso ai giovani delusi da una società arida; penso agli anziani e ai malati”.

Il cardinale non ha nascosto tuttavia la sua profonda preoccupazione per la situazione di precarietà lavorativa nella quale si sono venuti a trovare, di recente, molti operai di alcune grandi aziende perugine e umbre. “Occorre fare di tutto perché non manchi mai il lavoro e il pane sulle mense di tante famiglie”, ha affermato.  

Oltre alla questione occupazionale, un altro motivo di angoscia per il card. Bassetti, è la situazione che riguarda i migranti e i rifugiati. E’ questa una sfida, ha detto che “va affrontata con una profonda consapevolezza, grande coraggio e immensa carità”. Atteggiamenti che però “non bisogna mai disgiungere dalla dimensione della responsabilità. Responsabilità verso chi soffre e chi fugge; responsabilità verso chi accoglie e porge la mano”.

Di fronte alla “piaga aberrante” della tratta di esseri umani, come l’ha definita Papa Francesco, il cardinale ha ribadito il più netto rifiuto ad ogni “forma di schiavitù moderna”. Proprio per questo è necessario, ha sottolineato, guardarsi dal correre il rischio di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana. Dobbiamo promuovere, ha concluso, la cultura dell’accoglienza e dell’incontro, ma dobbiamo farlo con grande senso di responsabilità verso tutti.