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Oim: donne immigrate in Italia via mare, cresce il rischio tratta

Una donna nigeriana liberata dalla strada - REUTERS

Una donna nigeriana liberata dalla strada - REUTERS

di Emanuela Campanile

Un aumento in tre anni del 600%: è il dato drammatico che riguarda le potenziali vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale arrivate via mare in Italia.

Le cifre, nel dettaglio, sono raccolte nel Nuovo Rapporto diffuso in questi giorni dall’Ufficio di Coordinamento per il Mediterraneo dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim).

Il fenomeno, in aumento anche in questi primi sei mesi del 2017, coinvolge ragazze sempre più spesso minorenni, in particolare provenienti dalla Nigeria e il cui numero, si legge nel documento, è salito da 1.500 unità nel 2014 a oltre 11.000 nel 2016.  

I migranti giunti via mare fino al 31 maggio 2017 provengono in particolare da questi Paesi: Nigeria (9.286), Bangladesh (7.106), Guinea (5.960) e Costa d’Avorio (5.657). Rispetto allo stesso periodo del 2016, il numero di persone provenienti dall’Eritrea e dalla Somalia è diminuito rispettivamente del 63% e del 54%.

Il personale dell'Oim, presente in Sicilia, Puglia e Calabria, incontra le potenziali vittime di tratta già al momento dello sbarco, svolge attività d’informazione e orientamento legale sui diritti e doveri dei migranti, individuando tra loro le persone particolarmente vulnerabili.