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Virginia: auto su corteo antirazzista, un morto. Vescovi Usa: no a violenze

Corteo antirazzista negli Stati Uniti - AFP

Corteo antirazzista negli Stati Uniti - AFP

Scontri finiti in tragedia a Charlottesville, città della Virginia, negli Stati Uniti, dove un'auto che si è lanciata contro un corteo antirazzista formatosi per contrastare una protesta dei suprematisti bianchi, ha provocato un morto e 30 feriti. Il drammatico episodio si è consumato dopo una notte di scontri e cariche della polizia, rese necessarie dal fronteggiarsi dei due gruppi di manifestanti, per la richiesta dei suprematisti bianchi di non rimuovere un statua del generale Lee da un parco.

Il governatore dello Stato, Terry McAuliffe, ha proclamato lo stato d'emergenza nella città e messo in preallarme la guardia nazionale. "Andatevene: nazisti e suprematisti bianchi non sono i benvenuti in Virginia - ha affermato McAuliffe-. Non c'è posto per voi qui. Vergognatevi, non siete dei patrioti".  Il consiglio comunale ha, dal canto suo, deciso di proclamare il coprifuoco in tutta la città. Identificato, intanto, il conducente dell'auto, che dopo l'investimento era fuggito in retromarcia. Si tratta di un ventenne, James Alex Fields Jr, originario dell’Ohio. Il giovane è ora in arresto con l'accusa di omicidio volontario.

Il presidente americano, Trump, su twitter e in tv ha invitato a respingere l'odio e la violenza, “dobbiamo unirci come americani nell'amore della nostra nazione – ha dichiarato -, attraverso l'affetto degli uni verso gli altri". Dichiarazioni che, tuttavia, non gli hanno evitato roventi polemiche da parte di diversi esponenti democratici e repubblicani: le sue parole sono state giudicate troppo blande e soprattutto neutre contro i rappresentanti dell'estrema destra. 

Una ferma condanna alla violenza è giunta anche dalla Conferenza dei Vescovi Cattolici Statunitensi, con le parole del presidente, cardinale Daniel N. Di Nardo: "Offriamo le nostre preghiere per la famiglia e i cari della persona che è stata uccisa e per tutti coloro che sono stati feriti. Ci uniamo alle nostre voci a tutti coloro che chiedono calma.Gli atti abrogativi di odio esposti a Charlottesville - ha aggiunto il cardinale Di Nardo- sono un attacco all'unità della nostra nazione e perciò ci convogliano tutti a fervidi preghiere e azioni pacifiche". 

Una accorata preghiera è arrivata anche da mons. Francis X. Di Lorenzo: Prego che quegli uomini e le donne da entrambe le parti possano parlare e cercare soluzioni alle rispettive differenze rispettosamente. L'amore di Gesù Cristo è l'arma più potente contro l'odio. Solo la luce di Cristo - ha aconcluso mons. Di Lorenzo- può abbandonare le fiaccole dell'odio e della violenza. Preghiamo per la pace ".