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Burkina Faso, la Chiesa: dialogo e unità contro il terrorismo

Polizia soccorre feriti dell'attentato del 14 agosto - REUTERS

Polizia soccorre feriti dell'attentato del 14 agosto - REUTERS

di Gabriella Ceraso

"Dialogo e unità, senso di appartenenza ad uno stesso Paese, al di là delle differenze religiose: questo può impedire al terrorismo islamico di radicarsi tra i giovani del Burkina Faso". La voce è quella di padre Ludovic Tougouma della Comunità Missionaria di Villaregia a Ouagadougou, teatro ieri di un attentato al ristorante turco della città, l'Aziz Istanbul, con almeno 18 vittime di diverse nazionalità. Mentre l'Unione Europea fa sentire la sua voce di condanna per l'accaduto e di solidarietà nel contrasto al terrorismo in tutta la Regione, la Chiesa locale rilancia la possibilità di contribuire nella formazione e nella tutela della comunità. 

Il Burkina Faso è "un Paese povero e giovane", racconta padre Ludovic, "in cui però c'è sempre stata una pacifica convivenza interreligiosa": ci sono famiglie miste di musulmani e cristiani, si condividono festività e si partecipa gli uni alla vita degli altri. E c'è anche tanta fiducia tra le gerarchie religiose. L'unico modo che ha la Chiesa qui per contrastare l'avanzata dell'estremismo islamico e per impedire ai nostri giovani di diventare terroristi è quindi "garantire che continui la collaborazione costruita a tutti i livelli finora tra cristiani e musulmani, fare in modo che i giovani dello stesso quartiere giochino insieme e si riconoscano appartenenti ad un'unica comunità".

"La situazione è tesa e siamo sempre sulla difensiva" racconta padre Ludovic: solo un anno fa, nel gennaio del 2016, nella stessa zona di Ouagadougu, un commando armato legato ad Al-Qaïda nel Maghreb islamico faceva strage tra il caffè il Cappuccino e gli hotel circostanti. "Sono due anni circa che il terrorismo sta facendo la sua apparizione anche in città", spiega padre Ludovic, "ma si tratta di gruppi estremisti che arrivano dal nord a prevalenza mussulmana e di molti sostenitori che vengono da altri Paesi". Il Burkina è solo un ponte per arrivare a colpire gli interessi occidentali sui Paesi costieri, ma la situazione potrebbe peggiorare. Diversi i messaggi dietro questo attentato, spiega ancora il missionario: "i terroristi vogliono mostrare che gli obiettivi sono principalmete le forze occidentali, che non c'è limite alla loro potenza vogliono aumentare la paura tra la gente". 

Ascolta e scarica il podcast con l'intervista a padre Ludovic Tougouma