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Attentato a Barcellona: caccia all'autore della strage. Sale il numero delle vittime

La polizia sulla Rambla a Barcellona  - EPA

La polizia sulla Rambla a Barcellona - EPA

A cura di Paola Simonetti

Si aggrava il bilancio delle vittime dell'attentato di ieri nel cuore di Barcellona: sale a 14 il numero dei morti nella strage operata da un furgone che, sulla Rambla, ha investito a tutta velocità la folla che passeggiava, provocando anche 80 feriti, fra cui molti sono in gravi condizioni. Due le vittime italiane confermate dalla Farnesina: sono Bruno Gulotta e Luca Russo. Tre gli italiani feriti. L’attentato è stato rivendicato a breve distanza dall’accaduto dal sedicente Stato Islamico. Poche ore dopo, la notizia di un secondo attacco, sventato, a Cambrils, a sud di Barcellona, dove la polizia ha ucciso cinque terroristi muniti di cinture esplosive, risultate poi false. Sei civili e un agente sono rimasti feriti.

Serratissime le indagini della polizia spagnola, che danno ora la caccia al conducente del veicolo che ha agito a Barcellona: il presunto colpevole è Moussa Oukabir, 18 anni, il cui fratello Driss era stato indicato ieri come un presunto sospetto per l'attentato ed era stato arrestato. Moussa potrebbe avere sottratto i documenti al fratello per noleggiare il furgone.

Il giovane fermato, che avrebbe dei complici, secondo gli inquirenti farebbe parte di una cellula di circa otto persone considerata il centro organizzativo di entrambi gli episodi - di Barcellona e Cambrils. La cellula sembra pianificasse di usare bombole di gas, che dovevano essere caricate sul furgone utilizzato nell'attacco sulla Rambla.

Riaperta intanto al pubblico la Rambla di Barcellona, dopo essere stata completamente ripulita durante la notte. La passeggiata che dal centro conduce al porto della città rimane però chiusa al traffico delle auto. Centinaia di turisti stanno lasciando gli alberghi o gli appartamenti affittati nel centro della città. Il premier spagnolo, Rajoy ha annunciato tre giorni di lutto nazionale in tutto il Paese. La Procura di Roma, dal canto suo, ha aperto un fascicolo di indagine in relazione all’attentato di Barcellona.  

Oggi per la comunità di Barcellona è il momento del silenzio e della vicinanza a chi è stato colpito da questa assurda violenza.
Migliaia di cittadini si sono riuniti attorno a Re Felipe VI, al premier Mariano Rajoy e al presidente catalano Carles Puigdemont in Plaza Catalunya, cuore di Barcellona, per un minuto di silenzio in omaggio alle vittime dell'attentato. Dopo il minuto di silenzio la folla si è sciolta in un lungo applauso, fra grida di "no tengo miedo", "non ho paura". All'omaggio hanno partecipato oltre al sindaco di Barcellona Ada Colau, i leader di tutti i principali partiti spagnoli. 

La città, che normalmente in questo periodo estivo è popolata dall’allegria dei turisti stranieri e degli spagnoli in vacanza, oggi sembra in trance. Della giornata di ieri rimane un grande sgomento”. Così, al microfono di Giancarlo Lavella, don Luigi Usubelli, sacerdote della Fondazione Migrantes della Cei, in servizio pastorale alla comunità italiana a Barcellona, che conta 80 mila persone.

Ascolta e scarica il podcast con l’intervista integrale a don Luigi Usubelli