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Venezuela: caccia ai dissidenti. Ortega Diaz avrebbe lasciato il Paese

Tarek William Saab alla sessione della Costituente di ieri      - EPA

Tarek William Saab alla sessione della Costituente di ieri - EPA

L’opposizione in Venezuela denuncia: sospendere l’immunità parlamentare a German Ferrer, deputato chavista e marito dell'ex Procuratrice Luisa Ortega Diaz, è un azione invalida e illegale.

Il provvedimento di sospensione era stato preso ieri dall'Assemblea Costituente, promossa dal presidente Nicolas Maduro, su richiesta del Tribunale Supremo di Giustizia. L'Alta Corte aveva quindi autorizzato l'arresto di Ferrer, accusato dal successore di Ortega Diaz alla Procura, Tarek William Saab, di corruzione, estorsione, associazione a delinquere e riciclaggio. Accuse immediatamente rigettate da Ferrer che in un messaggio ha scritto: "Come tutti i neofascismi, questo governo ha ormai perso ogni senso della vergogna", aggiungendo che i documenti esibiti ieri per giustificare le accuse sono stati falsificati.

Ieri Saab in una conferenza stampa aveva mostrato una serie di documenti per dimostrare che Ferrer aveva aperto conti in una banca nelle Bahamas, depositi di almeno sei milioni di dollari frutto di "una rete estorsiva" organizzata nella Procura per ricattare persone sotto inchiesta giudiziaria.

Intanto fonti locali citate dal portale news argentino Infobae, riferiscono che la moglie di Ferrer, Luisa Ortega Diaz, avrebbe lasciato il Venezuela per sfuggire alla persecuzione del governo, che l’accusa di essere responsabile della violenza durante le manifestazioni di protesta che si susseguono dallo scorso aprile e di aver cospirato per favorire un'invasione militare straniera nel Paese. Ortega Diaz avrebbe raggiunto la Colombia o il Brasile, ma la notizia non è stata ancora confermata da fonti indipendenti.

A conferma che in Venezuela la caccia ai dissidenti si fa sempre più stringente, la presidente della Costituente, Delcy Rodriguez, ha annunciato che la "Commissione della Verita'" l'organismo da lei stessa presieduto, aprirà varie inchieste sui deputati dell'opposizione per accertare le loro responsabilità penali. Il presidente Maduro aveva gia' annunciato nei giorni scorsi che i deputati oppositori saranno chiamati a dire come stanno le cose e se non lo faranno "con le buone", ha avvisato, saranno portati "in manette"- e che la loro immunità parlamentare "non può essere vista come una giustificazione per delinquere".

Intanto sempre più venezuelani, spaventati dal giro di vite in atto nel Paese e costretti dal collasso dell’economia, stanno attraversando la frontiera nella regione amazzonica, per rifugiarsi in Brasile. Entro la fine dell’anno potrebbero superare i 300mila creando non pochi problemi allo stato di Roraima, nell'estremo nord del Paese.