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Barcellona. Ucciso il killer Younes Abouyaaqoub

Immagini di Younes Abouyaaqoub, killer delle Rambla in fuga  - AP

Immagini di Younes Abouyaaqoub, killer delle Rambla in fuga - AP

"Il Killer e' stato ucciso":  la notizia arriva dai media spagnoli. Si tratta di Younes Abouyaaqoub 22enne marocchino autore della strage di giovedì scorso: guidava il furgone che ha travolto e ucciso 13 persone e ferite oltre cento. A catturarlo a Subirats, a nord di Barcellona, con una sospetta cintura esplosiva, i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana.

Il mandato di cattura era stato emesso alle autorità dei Paesi europei, come specificato dal ministro degli Interni catalano perchè si temeva che il giovane potesse lasciare il Paese sebbene i controlli sulla frontiera tra la Francia e la Spagna erano stati rafforzati.

Le prime immagini del terrorista erano state pubblicate stamane dai media spagnoli e lo ritraevano mentre si allontana dal luogo dell'attentato a piedi, con indosso gli occhiali da sole, attraverso il mercato de La Boqueria, vicino al punto dove il furgone della strage si è schiantato contro un'edicola. Younes Abouyaaquoub ha poi ucciso Pau Perez, la 15esima vittima, per rubargli l'auto.

E l’efferatezza delle azioni del ragazzo marocchino tornano ad interrogare tutta l’opinione pubblica europea sull’esposizione dei giovani musulmani ai proclami del radicalismo e la necessità di evitare che questi possano entrare in contatto con esponenti di gruppi islamisti che reclutano nuovi militanti. A tal proposito Abdallah Kababebbj, fondatore dell’associazione Giovani Musulmani d’Italia, intervistato dalla Radio Vaticana  avverte che “in alcune sacche di emarginazione, di fallimento, di vuoto dell’integrazione, può annidarsi il rischio di questi gesti estremi, di questa radicalizzazione”.

Al vaglio i movimenti dei jihadisti
Nel frattempo, gli inquirenti stanno ricostruendo gli spostamenti e i contatti intessuti dai membri della cellula dei 12 terroristi quasi tutti provenienti dalla cittadina catalana di Ripoll ai piedi dei Pirenei.  Dalla Francia giunge conferma che l'Audi su cui viaggiavano i 5  jihadisti uccisi dalla polizia catalana a Cambrils era stata individuata da un autovelox, la settimana precedente l’attentato, in Francia nella regione di Parigi. I movimenti dei componenti del gruppo negli ultimi anni si sarebbero concentrati tra Belgio, Germania, Svizzera e anche Italia. È stato inoltre accertato che la maggior parte di loro ha raggiunto il Marocco nella seconda metà del luglio scorso, per farvi ritorno nella prima metà di agosto. Quasi tutti sono originari di Mrirt, città di 30 mila abitanti all’interno del Paese.

Terrorista collabora con gli inquirenti
A guidare gli inquirenti, portandoli sulle tracce lasciate dalla cellula, è Mohamed Houli Chemlal, di 21 anni e originario di Melilla, l’unico sopravvissuto all’esplosione del covo di Alcanar, saltato in aria mercoledì scorso mentre, insieme ad altri, stava confezionando l’esplosivo con 120 bombole di gas. Ordigni che avrebbero dovuto rendere molto più sanguinoso l’attacco di Barcellona. Da circa tre giorni le sue dichiarazioni sono state raccolte dagli investigatori dei Mossos d’Esquadra, la polizia catalana. È stato lui infatti a ricostruire il ruolo chiave dell’imam Abdel Baki Essati, leader del gruppo che, secondo “indizi rilevanti” raccolti dalla polizia, sarebbe morto nell’esplosione.

Solo Mohamed sapeva chi e quanti uomini fossero all'interno di quella casa al momento dell'incidente e stando al suo racconto, oltre a lui, erano presenti altri tre militanti, tra cui lo stesso imam Essati. La Scientifica è alla ricerca dei ciò che resta dei corpi carbonizzati per confermare la loro l’identità tramite l’esame del Dna, ma la polizia catalana ha già riferito che “almeno due dei tre uomini attualmente ricercati, sono sicuramente ciò che resta dei resti umani trovati ad Alcanar”. Nel frattempo è emerso anche un lontano collegamento tra Essati e la mente dell’attentato di Nassiriya, in Iraq, del 2003 contro la caserma dei militari italiani. Sembra che l’imam all’epoca, anche se non indagato, già frequentava gli stessi ambienti radicali che reclutarono il kamikaze.

A Barcellona musulmani in piazza contro il terrorismo
Intanto negli ospedali di Barcellona sono ancora ricoverati 51 dei 130 feriti nell'attentato della Rambla, 15 sono in gravi condizioni, secondo i dati diffusi oggi dai servizi sanitari catalani. Questa sera in plaza Catalunya, alle ore 19 locali, si terrà la manifestazione contro il terrorismo indetta da decine di associazioni e gruppi islamici spagnoli.

 "La comunità musulmana contro il terrorismo" è lo slogan dell’iniziativa salutata con favore anche da Abdallah Kababebbj, leader Giovani Musulmani d’Italia: “A me ha fatto sicuramente molta impressione la rapidità con la quale gli imam spagnoli hanno emanato un loro comunicato gli imam si sono sentiti subito in dovere di reagire, così come stanno facendo tutti i musulmani privatamente”.

“Certamente – ha aggiunto Kababebbj - c’è una richiesta da parte di tutti i musulmani europei di fare maggiori distinzioni e di evitare le strumentalizzazioni”.