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Cile: nuovo attacco incendiario contro chiesa a Santiago

Una delle tante chiese incendiate in Cile - REUTERS

Una delle tante chiese incendiate in Cile - REUTERS

di Paolo Ondarza

Un attacco alla libertà di culto, una violazione di un luogo sacro, oltre che un danno al patrimonio storico della città. Così la Congregazione Salesiana di San Gabriele Arcangelo in Cile definisce in un comunicato l’ultimo attacco incendiario perpetrato la mattina dello scorso martedì 22 agosto contro la Chiesa della Gratitudine Nazionale a Santiago del Cile.

Attacco incendiario provocato da giovani a volto coperto
A provocare il rogo è stato un gruppo di giovani liceali partecipanti ad una manifestazione: due di loro, a volto coperto e completamente vestiti di bianco, intorno alle 8 quando si era da poco conclusa la messa, si sono avvicinati al luogo di culto lanciando bombe molotov contro il portone ligneo di ingresso. In seguito al divampare delle fiamme è stato repentino l’intervento con estintori da parte del sagrestano e del portiere del collegio salesiano Alameda. E’ stato così evitato che le porte bruciassero completamente e che il fuoco si diffondesse all’interno dell’edificio. Immediato anche l’arrivo della polizia, grazie alla quale la chiesa è stata rimessa in sicurezza.

La Chiesa già oggetto di precedenti attacchi e profanazioni
Nei giorni scorsi il luogo di culto era già stato nel mirino di atti di vandalismo come lanci di pietra e graffiti. Inoltre è viva nella memoria dei cileni la profanazione di questo spazio sacro avvenuta nel giugno del 2016, quando, sempre durante una manifestazione studentesca, alcuni giovani rubarono e distrussero l’immagine di Gesù Crocifisso. Nel timore che altri atti analoghi possano ripetersi, mettendo a repentaglio l’esistenza stessa della chiesa della Gratitudine Nazionale, la Congregazione Salesiana esprime ferma condanna e dolore per quanto accaduto: “Non si tratta solo di un danno al patrimonio storico della città – si legge in una dichiarazione pubblica -  ma di un’aggressione alla libertà di culto e di una violazione di uno spazio sacro, luogo di incontro con Dio per molti fedeli”.  

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