Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Mondo \ Africa

Centrafrica. Vescovo tedesco: mettere fine alle uccisioni

Sfollati centrafricani in fuga dalle violenze - AFP

Sfollati centrafricani in fuga dalle violenze - AFP

Quasi tutto il Paese è tenuto in un regime di terrore da parte di diversi gruppi di terroristi armati. Gravi violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno: la comunità internazionale lavori per mettere fine alle uccisioni nella Repubblica Centrafricana”. Questo il messaggio che arriva dall’arcivescovo Ludwig Schick (Bamberg), presidente della Commissione Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca, appena rientrato da un viaggio nella Repubblica Centrafricana.

In gioco sono interessi economici e potere
Mons. Schick - riporta l'agenzia Sir - ha incontrato diversi vescovi e rappresentanti degli ordini religiosi attivi nel Paese che gli hanno descritto la situazione, i pesanti contrasti tra le milizie della Séléka, Anti-Balaka e i Caschi blu dell’Onu. “In 14 delle 16 province del Paese le forze dell’ordine statali sono quasi assenti”, migliaia le persone sfollate che non riescono a ricevere gli aiuti umanitari. Mons. Schick ha sottolineato: “Anche se alcuni gruppi armati strumentalizzano la religione per i propri interessi, è invece chiaro che in gioco sono interessi economici e potere e che le motivazioni del conflitto sono molteplici”.

Mons. Schick ha incontrato autorità civili e religiose del Paese
Secondo quanto riferito da un comunicato della Conferenza episcopale, l’arcivescovo tedesco ha incontrato anche il ministro degli esteri Charles Armel Doubane, il vicepresidente dell’assemblea nazionale e diversi parlamentari. Si è svolto un incontro anche con l’imam Kobine Layama, che ha contribuito alla fondazione della “Piattaforma delle religioni” nel 2013, e con un responsabile dei Caschi blu: “I soldati Onu devono essere neutrali nel conflitto e difendere la popolazione e lavorare per disarmare le milizie”, ha sostenuto mons. Schick, convinto che i responsabili delle violazioni debbano assumersene la responsabilità e che occorra sostenere la costruzione di uno stato funzionante nella Repubblica Centrafricana. A Douala, mons. Schick ha incontrato anche alcuni vescovi del Camerun.