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Il Papa ai pellegrini di Czestochowa: nessuno di noi è orfano

Pellegrini al Santuario di Czestochowa - EPA

Pellegrini al Santuario di Czestochowa - EPA

di Adriana Masotti

Videomessaggio di Papa Francesco ai pellegrini radunati oggi al Santuario di Jasna Gora in Polonia, nel giorno della memoria liturgica della Madonna di Czestochowa. Quest'anno si celebrano i 300 anni dell'incoronazione, l’8 settembre 1717, del quadro miracoloso custodito nel Santuario.

Il giubileo che state celebrando “sia il momento favorevole per sentire che nessuno di noi è orfano, in questo mondo di orfanezza nessuno di noi è orfano, perché ciascuno ha vicino a sé una Madre, Regina insuperabile di tenerezza". E’ l’augurio che Francesco fa ai fedeli che con i vescovi e i sacerdoti hanno voluto essere a Czestochowa, "la capitale spirituale" della Polonia.

Alla Madre di Dio, dice il Papa, voi “siete soliti affidare tutto: il passato, il presente, il futuro, le gioie e le angosce della vostra vita personale e di quella del vostro amato Paese”. "Ed è molto bello per me ricordare, afferma, di averlo fatto con voi, lo scorso anno, - in occasione dei 1050 anni dal Battesimo della Polonia - quando mi posi sotto lo sguardo della Madre, quando misi i miei occhi in quelli della Madonna, affidando al suo cuore quello che c’era nel mio e nel vostro cuore".

Trecento anni fa il Papa di allora, Clemente XI, concesse di porre le corone papali sull’immagine della Madonna di Jasna Gora, vostra Regina, ricorda Francesco, ed è un grande onore avere per Madre una Regina, che regna gloriosa in cielo, ma ancora di più dà gioia sapere di avere per Regina una Madre. "La sacra immagine mostra infatti che Maria non è una Regina distante che siede in trono, ma la Madre che abbraccia il Figlio e, con Lui, tutti noi suoi figli. E’ una Madre vera, con il volto segnato, una Madre che soffre perché prende davvero a cuore i problemi della nostra vita. E’ una Madre vicina, che non ci perde mai di vista; è una Madre tenera, che ci tiene per mano nel cammino di ogni giorno".

Il Papa conclude il suo saluto impartendo a tutti i pellegrini la Benedizione apostolica non mancando di sottolineare il legame unico che unisce la Polonia al successore di Pietro.

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