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Sgombero migranti, Parolin: sconcerto per violenza inaccettabile

Lo sgombero di via Curtatone - ANSA

Lo sgombero di via Curtatone - ANSA

Fa ancora discutere lo sgombero del palazzo di via Curtatone a Roma e dei giardini di Piazza Indipendenza. Una quarantina dei migranti che vi alloggiavano sarà ospitato in alcune abitazioni vicino a Rieti.

Per il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, interpellato al Meeting di Rimini sulla questione, sono "immagini che naturalmente non possono che provocare sconcerto e dolore, soprattutto per la violenza che si è manifestata e la violenza non è accettabile da nessuna parte". Per il porporato "c’è la possibilità di fare le cose un po’ meglio, di fare le cose bene", come "questo impegno a trovare per queste persone delle abitazioni alternative". "Se c’è buona volontà - ha osservato - si possono trovare le soluzioni senza arrivare a queste manifestazioni così spiacevoli". 

Il cardinale, nel suo intervento, ha detto che giudica "doveroso" che la politica cerchi una soluzione "alternativa" alla "migrazione massiccia" anche in Italia, e pensi a "un progetto che eviti disordini e infiltrazioni di violenti e disagi tra coloro che accolgono". "Ma non dimentichiamo - ha sottolineato - almeno noi, che queste donne, uomini e bambini sono in questo istante nostri fratelli"

La sindaca di Roma Virginia Raggi ha detto che il Comune ha fatto di tutto per evitare che la situazione precipitasse. Il presidente dell'Anci, Antonio Decaro, "pur comprendendo le difficoltà di gestire una situazione esplosiva come quella che si è determinata con lo sgombero di via Curtatone a Roma" ritiene opportuno "evitare di farci travolgere dalle polemiche e tenere distinte questioni che distinte sono". 

Il responsabile immigrazione dell'Anci Matteo Biffoni afferma che "il sistema Sprar (citato dalla Raggi, ndr) nel caso di quanto avvenuto a Roma non c'entra nulla". Biffoni mette in luce che “quello dell’altro giorno a Roma è un vero e proprio sgombero di un’occupazione abusiva. È anche vero - afferma - che io faccio fatica a pensare che un comune come Roma non abbia un filo diretto, immediato, con la prefettura con la quale ci si dice: ‘Andremo a sgomberare tra un’ora, tra un giorno'. Quello che è accaduto a Roma francamente non è possibile”.

Nel pomeriggio, sempre nella capitale, la manifestazione di protesta dei movimenti per la casa. Al corteo anche i rifugiati sgomberati da via Curtatone, quattro dei quali sono stati arrestati, tra loro due donne. La questura ha deciso di predisporre varchi d'accesso con controlli delle forze dell'ordine, transenne, divieto di portare aste, bottiglie di vetro e altri oggetti atti a offendere. Dal primo pomeriggio rimossi veicoli in sosta e secchioni dei rifiuti lungo il percorso.

Padre Camillo Ripamonti, direttorte del Centro Astalli, mette in luce le falle del sistema italiano dell'accoglienza. "In questo anni ci siamo concentrati - dice - in modo prevalente sull’accoglienza, quindi sulla prima parte dell’arrivo di queste persone, anche investendo tantissimi soldi, anche facendo tanta polemica su questo aspetto, e dimenticando poi l’aspetto forse più importante: l’integrazione. Proprio questo aspetto è stata la “Cenerentola” e continua ad esserlo: le persone che escono dalle accoglienze dopo sei mesi, un anno, dai centri del Ministero degli Interni oppure della Prefettura, vengono lasciate a se stesse".

 

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista al card. Parolin: