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Mons. Hinder: poteri esterni silenziano la guerra nello Yemen

Devastazione nello Yemen - AP

Devastazione nello Yemen - AP

di Giancarlo La Vella

Continua senza sosta il dramma del conflitto in Yemen. Nell’ultima settimana i raid della coalizione araba a guida saudita, che combatte i ribelli sciiti houthi, avrebbero ucciso oltre 40 civili: tra loro molte donne e bambini. Il bilancio è stato fornito dall’Onu. Di ore fa l'ultimo episodio di violenza. Numerose le vittime di pesanti bombardamenti alla periferia della capitale Sanaa. 

Il Paese è anche alle prese con la devastante epidemia di colera. 500 mila le persone invece colpite dal morbo, causato dalla mancanza d'acqua e dalle condizioni igieniche inesistenti, oltre che dalle difficoltà nel far funzionare l'apparato sanitario. Quasi 2 mila le vittime della malattia. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha invitato tutte le parti in conflitto a superare le divergenze attraverso il dialogo poiché il popolo yemenita non è più in grado di far fronte a questa situazione. Una preoccupazione condivisa ai nostri microfoni da mons. Paul Hinder, vicario apostolico dell’Arabia meridionale: 

R. – C’è il problema della guerra civile, ma anche della guerra “nutrita” dai partiti stranieri che sono entrati nel conflitto. Poi è chiaro che tutto il sistema sanitario è praticamente saltato. Il problema è che è molto difficile portare soccorso in tutto il Paese, perché i trasporti sono difficilissimi: non ci sono neanche voli. Io ho incontrato anche persone che volevano entrare nel Paese, che volevano aiutare, ma non ci sono riusciti.

D. - Oltre alla guerra, c'è l’emergenza umanitaria causata da questa epidemia di colera...

R. - Sì, c’è il problema dell’acqua, c’è il problema che le infrastrutture non funzionano più. Gli ospedali che sono stati attaccati e sono parzialmente distrutti, mancano le medicine... Ci sono organizzazioni che tentano di limitare i danni. Dobbiamo però sempre pensare che ci sono circa 10 milioni di persone che sono veramente nel bisogno: bambini che non sono nutriti bene, che sono malati, adulti che soffrono per il colera… La situazione è disastrosa.

D. - Perché la crisi dello Yemen, guerra ed epidemia, non trova molto spazio in questo periodo nell’interesse internazionale? I media ne parlano poco, nonostante sia una delle peggiori crisi umanitarie globali…

R. - I giornalisti che possono entrare nel Paese sono pochissimi e anche loro non possono riportare notizie vere. Questo è il problema della guerra: la realtà è sempre nascosta, la verità non è accettata e c’è anche disinformazione. Poi, ci sono poteri esterni, che hanno interesse che non se ne parli troppo, perché ogni guerra è sporca. Allora, i poteri vogliono salvaguardare la propria immagine. Se l’informazione fosse libera avremmo un’immagine un po’ diversa. Probabilmente c’entra il fatto che lo Yemen non è di interesse economico per tutto il mondo, come è per l'Iraq e in parte anche per la Siria. Lo Yemen è un po’ all’ombra dell’attenzione e non interessa tanto la gente. Anche se questa è una posizione pericolosissima perché lo Yemen è un Paese importante anche sulla penisola: soltanto prendendo in considerazione il numero degli abitanti, ci sono circa 25 milioni di yemeniti che gridano per dire la loro parola nella regione.

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista integrale a mons. Paul Hinder