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Libia, Msf: infernali i luoghi di detenzione per migranti

Un centro di detenzione in Libia - ANSA

Un centro di detenzione in Libia - ANSA

di Paola Simonetti

Condizioni inumane, senza il rispetto dei basilari diritti umani. E’ la forte  denuncia dell’organizzazione umanitaria Medici Senza Frontiere  contenuta nel rapporto “Human Suffering”, documento che testimonia il trattamento di rifugiati, richiedenti asilo e migranti nei luoghi di detenzione in Libia. Un contesto di carcerazione, secondo l'organizzazione, arbitraria e irregolare, definito “infernale” per uomini, donne e bambini “spogliati di qualunque dignità umana, esposti a malattie, assenza di cibo e possibilità anche solo di stendersi e dormire per lo stato di gravissimo sovraffollamento”.  

Persone trattenute a tempo indeterminato, senza una corretta o formale registrazione, aggiunge Msf, una volta all’interno del centro di detenzione e dove manca, secondo il rapporto di Msf, qualunque regolamentazione, dove c’è una totale assenza di vigilanza e responsabilità.

E’ in questo imbuto, ricorda Stefano Argenziano, coordinatore delle operazioni Msf nel settore Migrazione, che finisce molta parte della gestione migratoria dell’Europa. Proprio a quest’ultima Msf chiede una presa di responsabilità, ritenendo inaccettabili politiche di contrasto all’immigrazione che avallino o ignorino tali gravi e sistematiche violazioni di ogni diritto umano.     

Ascolta e scarica il podcast dell’intervista a Stefano Argenziano di Msf