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Nord Corea: la più grave crisi nucleare dai tempi di Cuba

Televisori accesi nei negozi con immagini del leader Kim Jong-un - Nord Corea - EPA

Televisori accesi nei negozi con immagini del leader Kim Jong-un - Nord Corea - EPA

di Emanuela Campanile e Francesca Sabatinelli

La Corea del Nord prosegue la sua personale sfida al mondo, trasportando verso la costa occidentale un razzo, probabilmente un missile balistico intercontinentale (Icbm). A riportarlo è la testata sudcoreana Asia Business Daily che cita una fonte anonima.

L’operazione sarebbe iniziata lunedì notte per cercare di eludere “l’occhio vigile” dei satelliti spia, ma la circostanza non è stata confermata dai militari della Corea del Sud per i quali Pyongyang sarebbe in grado di lanciare un Icbm in qualsiasi momento.

Non viene esclusa la possibilità di un nuovo test nucleare, così come quella di eventuali lanci di altri missili balistici intercontinentali. Per Seul, il 9 settembre, anniversario della fondazione dello Stato del Nord, e il 10 ottobre, giorno della nascita del Partito dei Lavoratori, potrebbero essere “date sensibili”.

E mentre ci si chiede se la Cina cambierà la sua linea ufficiale pro Nord Corea, e dopo la telefonata Trump-Merkel, in cui il Presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che “tutte le opzioni per affrontare la minaccia nordcoreana sono sul tavolo” – notizia riportata direttamente dalla Casa Bianca -  il Presidente russo Vladimir Putin, esorta ad evitare qualsiasi “isteria militare” per scongiurare un nuovo Iraq e una catastrofe globale”.

E’ la più minacciosa crisi nucleare dai tempi di Cuba – afferma Fabrizio Battistelli, presidente e cofondatore dell’Istituto di Ricerche Internazionali Archivio Disarmo –  con la differenza che non abbiamo due super potenze a confronto, ma una super potenza, gli Usa, guidati in modo incerto da Trump; e un piccolissimo e agguerritissimo Stato che si muove nell’illegalità rispondendo solo al suo dittatore. Ulteriore elemento di complessità - prosegue -  la presenza di Russia e Cina che, se per un verso potrebbe servire da via d'uscita per una soluzione diplomatica e politica, dall’altro renderebbe ancora più estremo il rischio di una catastrofe se gli Stati Uniti decidessero unilateralmente una qualsiasi forma di intervento militare”.

Ascolta e scarica l'intervista integrale a Fabrizio Battistelli