Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Vaticano \ Eventi

Santa Sede: azione internazionale contro il traffico di migranti

Padre Michael Czerny all'Onu di Vienna - RV

Padre Michael Czerny all'Onu di Vienna - RV

di Lisa Zengarini

Solo con un’azione coordinata a livello internazionale tra le istituzioni politiche, il mondo economico, quello accademico, la società civile e le comunità di fede si può contrastare il fenomeno globale del traffico di migranti, della tratta di esseri umani e delle moderne forme di schiavitù. Questo in sintesi il senso dell’intervento a Vienna di padre Michael Czerny, Sottosegretario del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, alla quinta sessione tematica organizzata dall’Onu in vista del “Global compact on migration”, il patto globale che le Nazioni Unite si propongono di adottare entro il 2018 per una gestione sicura, ordinata e regolare delle migrazioni. Al centro dei lavori, che si concludono oggi, sono in particolare l’identificazione, la protezione e l’assistenza delle vittime della tratta di cui sono vittime oggi i migranti.

"Nonostante i grandi risultati ottenuti grazie ad accordi internazionali - ha evidenziato padre Czerny - i richiedenti asilo e i migranti che rischiano la vita in cerca di sicurezza e di una nuova casa sono sempre più vulnerabili soprattutto alle organizzazioni criminali” che gestiscono questi traffici, favoriti dalla mancanza di canali legali e sicuri. Una vulnerabilità alimentata da un circolo vizioso fatto di povertà, assenza dello Stato, disoccupazione, mancanza di istruzione, discriminazione delle donne e delle bambine.

Per questo la Santa Sede, oltre ad insistere sull’importanza di assicurare “adeguati quadri legali e corridoi sicuri ai migranti”, chiede un maggiore impegno delle società civili “per riconoscere le forze della domanda -  come ad esempio per la prostituzione o il lavoro sottopagato - che operano negli Stati rendendo il traffico di esseri umani un’attività molto lucrosa” che continua ad essere in allarmante crescita, come indicano recenti dati statistici sul fenomeno.

La schiavitù non deve essere un aspetto inevitabile delle attività economiche - ha sottolineato con forza padre Czerny -. Anzi, dovrebbero essere all’avanguardia nella lotta e nella prevenzione di questa aberrazione”. Tra gli strumenti proposti: indagini coordinate a livello internazionale, la condivisione di informazioni, l’assicurazione alla giustizia dei trafficanti, la tutela giuridica dei migranti, aiuti e assistenza psicologica alle vittime della tratta e, più in generale, politiche per la protezione della dignità delle persone coinvolte.