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Papa al Convegno di Bose: intraprendere passi coraggiosi per l'unità

Papa Francesco con fratel Enzo Bianchi fondatore della comunità di Bose - RV

Papa Francesco con fratel Enzo Bianchi fondatore della comunità di Bose - RV

di Roberta Gisotti

‘Il Dono dell’ospitalitàè un tema “suggestivo e attuale”, sottolinea il Papa nel messaggio inviato a fratel Enzo Bianchi, fondatore della Comunità di Bose, in occasione dell’apertura oggi del XXV Convegno ecumenico internazionale di spiritualità ortodossa, dedicato a questa preziosa virtù dell’animo umano. “L’ospitalità è un dono” - scrive Francesco - “che abbiamo anzitutto ricevuto: siamo ospiti di un mondo per noi creato e che va custodito, ma siamo pure di passaggio quaggiù, stranieri in terra, perché ospiti invitati e attesi nei cieli, dov’è la nostra cittadinanza.” “Nel frattempo, - aggiunge il Papa – siamo chiamati a fissare lo sguardo su ciò che non tramonta, sulla carità che non avrà mia fine, ad accoglierci gli uni e gli altri come doni del Signore, a favorire cura e affetto reciproci, ad ‘avere compassione, prendere parte al dolore di quelli che soffrono, considerare come un male proprio le sventure degli altri’”, sollecita Francesco, con le parole del maestro di spiritualità, Nicola Cabasilas, santo della Chiesa Bizantina.

“Un caloroso abbraccio di pace”, Francesco rivolge nel messaggio al “carissimo fratello Bartolomeo”, Patriarca ecumenico di Costantinopoli, e a Theodoros II, Patriarca di Alessandria, tra i relatori illustri del Convegno, organizzato in collaborazione con le Chiese ortodosse, che “ne avvalora - sottolinea il Papa - il contributo al comune cammino verso la piena unità”.

Infine l’augurio a tutti i partecipanti “dell’ascolto umile e sincero”, perché dalle riflessioni del Convegno possano crescere “sempre più sentimenti fraterni” e maturare “un’autentica ‘ospitalità del cuore’” per “intraprendere passi più coraggiosi e concreti verso la piena comunione”.