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Malaria: si indaga per omicidio sulla morte della bambina a Brescia

L'ospedale Santa Chiara di Trento dove potrebbe essere avvenuto il contagio - ANSA

L'ospedale Santa Chiara di Trento dove potrebbe essere avvenuto il contagio - ANSA

a cura di Michele Raviart

La procura di Trento ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo per Sofia, la bambina di 4 anni morta di malaria lunedì scorso in un ospedale di Brescia senza aver mai viaggiato in Paesi a rischio. Intanto gli esperti del ministero della Salute hanno raggiunto questa mattina l’ospedale Santa Chiara di Trento dove la bambina era stata ricoverata per una faringite prima del trasferimento a Brescia.

La forma di malaria che ha ucciso la piccola Sofia è infatti la stessa che ha colpito due bambine di 4 e 11 anni tornate dal Burkina Faso e ricoverate con lei nel reparto di pediatria dell’ospedale e poi guarite. Nessuna zanzara in grado di trasmettere quel tipo di malattia è stata rintracciata nell’edificio, mentre si valuta la possibilità di un contagio nel campeggio di Bibione, in provincia di Venezia, dove la bambina ha accusato i primi malori. Un’ipotesi estremamente remota, ha spiegato Gloria Taviani professoressa ordinaria di Malattie infettive e tropicali alla Sapienza di Roma, perché le specie di zanzare che ci sono in Italia non sono biologicamente in grado di trasportare il parassita che causa la malattia.

Si cerca poi un errore nelle procedure cliniche, ma finora non è stato riscontrato nessun contatto tra il sangue di Sofia e quello delle due bambine. Quella attraverso il sangue è infatti l’unica altra possibilità di contagio della malaria, che non è un virus e non si trasmette da uomo a uomo con il contatto o la vicinanza ai malati, spiega ancora la dottoressa Taviani. I dati degli ulteriori accertamenti sono previsti per i prossimi giorni, mentre si attendono i risultati dell’autopsia.

Ascolta e scarica l'intervista integrale alla professoressa Gloria Taviani