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Mons. Zuppi: il card. Caffarra, un uomo che ha amato la Chiesa

Il cardinale Carlo Caffarra - ANSA

Il cardinale Carlo Caffarra - ANSA

di Debora Donnini

Tanta la commozione e il dolore di moltissimi fedeli per la morte ieri, a 79 anni, del cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna. Tra i messaggi di cordoglio di uomini politici, esponenti della Chiesa e della società civile, anche quello del Movimento per la Vita italiano che mette in risalto la sua attenzione ai temi della promozione e della difesa della vita. I funerali saranno celebrati sabato prossimo alle 11 nella cattedrale del capoluogo emiliano e la salma sarà tumulata nella cripta della stessa cattedrale. La Camera ardente viene allestita oggi, dalle 16, presso l’Arcivescovado e domani sera sarà celebrata una Veglia. 

Per quasi 12 anni alla guida dell’arcidiocesi di Bologna, il cardinale Caffarra descrisse la Città come la più bella del mondo, esprimendo così il suo amore e la sua dedizione. Lo ricorda il suo successore a Bologna, l’arcivescovo Matteo Zuppi che, al microfono di Luca Tentori, traccia un ricordo del porporato, del suo amore per la Chiesa e per il Papa. "Le due memores, le due consacrate che vivevano con lui lerano andate a trovarlo la mattina e aveva risposto che preferiva stare un po’ a letto e poi lo hanno ritrovato nel letto che era morto. E’ un grande dispiacere, un grande dispiacere per tutta la diocesi di Bologna, per la città di Bologna”, racconta.

Il sindaco per il giorno del funerale ha proclamato il lutto cittadino, prosegue mons. Zuppi, “per un uomo che ha amato la Chiesa, che ha dato tutta la vita per il Vangelo, per quei tre amori, come aveva detto nelle ultime intenzioni di preghiera alla Madonna di San Luca per la quale aveva una grande venerazione: ‘I tre grandi amori del mio episcopato sono i sacerdoti, le famiglie e i giovani’”.

“Nell’ultima preghiera appunto lui diceva: ‘Breve o lungo, sta per iniziare l’ultimo capitolo della mia vita. Guidami in questi anni perché incontri il volto del tuo Figlio. Lui che ho desiderato, lui che ho amato’. E’ stato così fino alla fine”, aggiunge mons. Zuppi che ricorda di averlo incontrato ancora nei giorni precedenti , di aver parlato con lui di molte cose, perché stavano preparando insieme  la visita di Papa Francesco il primo ottobre  e, ancora, prima di andare in udienza dal Papa. Si susseguono, quindi, i ricordi dell’arcivescovo Zuppi: “Lui mi aveva detto: ‘Digli che prego sempre per lui e che una volta a settimana celebro la Messa per il Pontefice’. Quando in effetti poi lo ho detto al Papa, ho portato questi suoi saluti al Papa, il Papa si è fermato e mi ha detto: ‘Devi dire al cardinale Caffarra che gli voglio molto bene’”. “Ed effettivamente  - prosegue - anche nell’ultimo incontro che c’è stato in occasione della visita del Papa a Carpi, Papa Francesco lo ha abbracciato con tantissimo vigore e con tanta emozione e commozione anche da parte del cardinale, che aveva manifestato le sue difficoltà ma certamente l’amore per la Chiesa e l’obbedienza al Papa erano quelle che hanno sempre guidato la vita del cardinale Caffarra”.

Quindi,  l’attuale arcivescovo di Bologna si sofferma sull’eredità lasciata dal cardinale Caffarra: "Io credo che il cardinale lascia tante eredità, lascia i suoi tanti insegnamenti: è un uomo profondo, di studio, di riflessione, le sue omelie e le sue lettere sono di una grande ricchezza, di una grande sapienza pastorale, biblica e teologica. Lascia la passione per la Chiesa, un amore per la Chiesa con il quale ha guidato, durante questi anni, tutta la diocesi di Bologna. Credo ci lascia l’esempio di un uomo che ha saputo ritirarsi con discrezione, quasi eccessiva”.  

E mons. Zuppi si sofferma proprio su questo tratto della discrezione. “Io ho sempre spinto – racconta - perché venisse, perché potessimo vivere insieme dei momenti ma il suo rispetto e la sua delicatezza e il suo accompagnamento nei miei confronti e nei confronti della Chiesa, lo ha vissuto nella preghiera, nel silenzio, da questa sua piccola abitazione dalla quale vedeva Bologna e dalla quale, come mi ha detto, pregava continuamente per la Città”. “Lui mi ha raccontato e descritto le difficoltà ma anche le grandissime ricchezze della Chiesa di Bologna, le sentiva sue e le affidava con fiducia piena nelle scelte di Papa Francesco, le scelte del Papa e di Papa Francesco e soprattutto nel Signore che guida la Chiesa. Ma in tutto il periodo precedente, in cui ci siamo incontrati molte volte – conclude -  il cardinale mi ha sempre accompagnato con tantissima delicatezza e con una discrezione molto attenta della Chiesa perché voleva che tutta la sua esperienza passasse al servizio che io stavo per cominciare".

Ascolta le parole dell'arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, sul cardinale Carlo Caffarra: