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In Vaticano la prima mostra della storia della Chiesa Coreana

Celebrazione della Chiesa coreana presieduta dal card. Andrew Yeom Soo-Jung - AP

Celebrazione della Chiesa coreana presieduta dal card. Andrew Yeom Soo-Jung - AP

di Davide Dionisi

Verrà inaugurata domani la prima Esposizione che ripercorre le tappe più importanti della storia della Chiesa Coreana. Domani la Messa presieduta dal card. Andrew Yeom Soo-jung nella Basilica di San Pietro. Prevista la presenza di oltre seicento fedeli. 

"Come in cielo così in terra. Seul e i 230 anni della Chiesa Cattolica in Corea". Questo il tema della prima Mostra in Vaticano, curata dall’arcidiocesi di Seul e dal Museo di Storia della capitale sud coreana che verrà inaugurata domani. 181 opere che ripercorrono un itinerario lungo oltre due secoli, dalle prime missioni alle persecuzioni, fino alle sfide pastorali contemporanee.  La scelta della data di inaugurazione non è casuale: il  9 settembre del 1831, infatti, Papa Gregorio XVI annunciò l’Istituzione del vicariato apostolico di Joseon. Il significato e l’importanza della mostra nella testimonianza della direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta:

R. - L’importanza di questa Mostra è che rinsalda - anche se non ce n’è bisogno - le strette relazioni che la Santa Sede ha non soltanto con la Repubblica di Corea, ma anche con l’arcidiocesi di Seul. In particolare l’arcivescovo di Seul è presente in questi giorni a Roma e domani, 9 settembre, inaugurerà ufficialmente l’esposizione con il taglio del nastro insieme al card. Giuseppe Bertello. In questo periodo è un importante messaggio di pace, un messaggio in cui si mostra come effettivamente anche attraverso le difficoltà, le persecuzioni e i cammini difficile si possono raggiungere risultati come quello di oggi, cioè di avere una grande Mostra nel cuore del Vaticano, nonostante quello che la Corea ha passato con le persecuzioni in questi secoli.

La cerimonie di apertura inizieranno con una Messa inaugurale presieduta dal card. Andrew Yeom Soo-jung nella Basilica di San Pietro e concelebrata dal card. Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, dal card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazion e da mons. Hyginus Kim Hee-joong, presidente dei vescovi coreani. Prevista la presenza di oltre 600 fedeli, tra cui i vescovi della Conferenza episcopale coreana, 83 Ambasciatori della Santa Sede e i delegati giovanili di 15 paesi asiatici.

Secondo il portavoce dell’arcidiocesi di Seul, padre Hur Young-yup, la mostra ha un duplice obiettivo: far conoscere la storia della Chiesa coreana e promuovere un messaggio di pace soprattutto in questo momento di tensione con i fratelli del Nord:

R. - “Questa è una prima esposizione della Chiesa coreana e anche della cultura del nostro Paese. Quindi penso che sia davvero una bella opportunità quella di far conoscere al mondo la storia della nostra persecuzione e le speciali caratteristiche e modalità con le quali il nostro popolo ha fondato la Chiesa coreana. Abbiamo iniziato a pensare a questa Mostra nel 2014, anno della visita di Papa Francesco in Corea; in quel periodo era in allestimento anche un’altra Mostra sulla Chiesa coreana, e la gente aveva mostrato molto interesse per il suo contenuto. Per questo abbiamo pensato che sarebbe stata una bella idea quella di avere per la prima volta un’esposizione della Chiesa coreana qui in Vaticano. 

L’esposizione è allestita nel Braccio di Carlo Magno sarà aperta al pubblico con ingresso gratuito dall’11 settembre al prossimo 17 novembre.