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"Strade di pace": in Germania annuale appuntamento di Sant'Egidio

Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo lo scorso anno ad Assisi - AP

Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo lo scorso anno ad Assisi - AP

di Francesca Sabatinelli

Contro le guerre e ogni violenza si devono aprire subito “Strade di Pace”: è l’appello della Comunità di Sant’Egidio, che oggi dà il via in Germania, a Münster e Osnabrück, all’incontro internazionale nello “spirito di Assisi” che, fino al 12 settembre, vedrà leader delle religioni mondiali in dialogo con le istituzioni e la cultura. Tre giorni di tavole rotonde dedicate alla pace, al dialogo interreligioso, alla non violenza,  al disarmo, alle migrazioni, al diritto alla salute, alla corruzione, alla giustizia sociale.

Sarà il primo grande evento per la pace del 2017 – viene sottolineato – dopo che nelle ultime settimane si è assistito ad una recrudescenza del terrorismo. “Una occasione – spiega il presidente di Sant’Egidio Marco Impagliazzo – per  lanciare un forte messaggio al mondo che occorre fare di più, e con urgenza, contro la violenza e per la pace”. L’incontro di quest’anno fa seguito al trentennale dello “spirito di Assisi” celebrato ad Assisi lo scorso anno con Papa Francesco e che aveva come titolo “Sete di pace”:

R. – Ad Assisi ci siamo resi conto di tante situazioni di dolore, guerra e violenza diffusa in questo mondo, a cui quest’anno si aggiunge anche la minaccia di una guerra nucleare. Dunque, dalla ‘sete di pace’, che parte dall’ascolto delle situazioni di dolore, dobbiamo intraprendere con più forza un cammino di pace e aprire nuove’ strade di pace’ in questo mondo. Questo è l’obiettivo del nostro incontro a Münster e Osnabrück:  coinvolgere tutte le religioni, ma anche creare un movimento alla base nella società civile, tra la gente, tra i giovani, un grande movimento di pace nel mondo.

D. – Si è ripetuto tante volte – lo ha ripetuto anche Papa Francesco – che la violenza non è mai nel nome di Dio. Questo appuntamento in Germania vede le religioni proprio impegnate per la pace. Non si può però non tener conto della continua, costante, manipolazione della religione…

R. – Sì, i recenti attacchi terroristici a Ouagadougou nel Burkina Faso, a Barcellona, in Finlandia, ci mostrano come ci sia qualche “cattivo maestro” che sta cercando di approfittare di un discorso religioso, particolarmente nel mondo musulmano, per fomentare azioni violente e di terrorismo, per dividere le società e distruggere quella coabitazione e integrazione che si sta creando in Europa con tanti immigrati o persone di altre culture e religioni. Qui c’è da prendere una posizione molto netta, c’è da fare un grande lavoro, soprattutto da parte dei saggi musulmani, per educare nuovamente il popolo musulmano al vero cammino della religione musulmana che, come quello delle altre religioni, è anche quello della pace.

D. – Scorrendo il calendario delle tavole rotonde si leggono i nomi di alcuni dei protagonisti, a partire dalla Cancelliera tedesca, Angela Merkel, alla seduta inaugurale prenderà parte anche il Grande Imam di Al-Azhar, che ha recentemente incontrato il Papa…

R. – Sì, la presenza di Al-Tayyeb è altamente significativa. Il Grande Imam, a capo della più grande istituzione culturale musulmana con sede al Cairo, ha ospitato Papa Francesco e ha fatto una scelta di grande chiarezza sulla questione della violenza legata alla religione. E’ una personalità che va sostenuta nel suo mondo, ma anche nel nostro, quindi ci fa molto piacere il fatto che sia presente con la sua autorevolezza. Poi, naturalmente, ci sarà la Cancelliera Merkel, un leader europeo che ha fatto della pace, del cammino e della costruzione europea, uno dei cuori della sua politica in questi lunghi anni in cui è stata alla guida della Germania. C’è anche il Presidente del Niger, Paese che è diventato chiave nella questione migratoria  perché, come sappiamo, oggi il Sahel, la regione di cui fa parte il Niger, è la Regione da cui partono e transitano tanti migranti che cercano un futuro migliore e che purtroppo vivono situazioni di grande dolore e sofferenza. Quindi, la presenza di questo Presidente sarà significativa anche per trattare la questione migratoria.

D. – Accanto alla questione migratoria, ci sono altri temi che verranno toccati: con padre Solalinde, conosciuto per la sua lotta a favore degli ultimi in Messico, soprattutto contri i narcotrafficanti; si parlerà dei Rohingya e della Birmania, Paese che aspetta il Papa tra qualche mese. Le tavole rotonde  attraverseranno tutte le principali tematiche?

R. – Sì, la questione migratoria è naturalmente uno dei fuochi dell’attenzione del convegno, anche perché, trovandoci in Germania, ha un grande significato. Ma parleremo anche di temi più spirituali, come il valore della Parola di Dio nella vita dei cristiani, visto che stiamo in Germania a 500 anni dalla Riforma protestante; oppure di come le religioni possono abbracciare la non violenza come sistema, come il Papa stesso ci ha ricordato nel messaggio per la pace di quest’anno. Temi anche che riguardano la vita umana, c’è una bella tavola rotonda sul tema della preghiera di guarigione della sofferenza. Ecco, tanti temi, spirituali, sociali, di carattere geopolitico, che nascono proprio da un’attenzione quotidiana, della nostra comunità e delle persone che saranno presenti a Münster e Osnabrück, dell’ascolto della realtà. Perché, come dice Papa Francesco, la realtà si capisce dalla periferia, e noi vogliamo ascoltare tante situazioni e trovare anche delle soluzioni e delle vie di pace. 

Ascolta e scarica il podcast con l'intervista a Marco Impagliazzo