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Juncker su stato dell'Unione: vento di ripresa sull'eurozona

Il presidente della Commissione Europea, Junker. - AP

Il presidente della Commissione Europea, Junker. - AP

di Paola Simonetti

Con toni ottimistici sull’economia dell’UE e la prospettiva di istituire un "ministro europeo dell'Economia e delle Finanze, si è soffermato oggi su tutti i temi caldi per l’Europa il presidente della Commissione europea, Juncker, nel suo annuale discorso sullo stato dell'Unione davanti alla plenaria del Parlamento europeo.

Riconoscendo poi la generosità ed i meriti dell’Italia sulla gestione dei flussi migratori, si è soffermato sul tema caldissimo dell’immigrazione, con particolare riferimento alle condizioni di accoglienza dei migranti in Libia, che ha definito "scandalose e per le quali sono rimasto atterrito", sottolineando che "in questo la Ue ha una responsabilità comune".

Al centro delle parole del presidente della Commissione Europea, anche l'uscita della Gran Bretagna dall’Unione: “un momento triste e tragico", lo ha definito Juncker e, rivolgendosi ad un gruppo di eurodeputati britannici che avevano iniziato a rumoreggiare in aula, ha aggiunto: “lo rimpiangeremo sempre e voi lo rimpiangerete presto".

Infine, l’accenno all’esclusione, per il momento della Turchia dalla possibilità di entrare nell’UE per il mancato rispetto dello Stato di diritto”. "L'Ue - ha sottolineato Junke r- conterà più di 27 membri ma tutti gli Stati che vorranno aderire dovranno mettere in primo piano lo stato di diritto".

Un discorso realistico, di respiro, secondo il vicepresidente del Parlamento Europeo, David Sassoli, che pone l’accento su quella che deve essere la responsabilità comune nella risoluzione dei problemi.

Ascolta e scarica il podcast dell’intervista a David Sassoli, vicepresidente del Parlamento europeo: