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Decreto sulle virtù del card. Van Thuân: Servo di Dio invita alla santità collettiva

Card Peter Turkson, pref. del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. - RV

Card Peter Turkson, pref. del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. - RV

di Gabriella Ceraso

Una Santa Messa Solenne di ringraziamento ha celebrato oggi a Roma presso la Chiesa di Santa Maria della Scala, il Decreto che riconosce le virtù eroiche del cardinale François-Xavier Nguyên Van Thuân e ne autorizza la venerabilità. Il testo è stato reso pubblico e ne è stata data lettura in italiano e in vietnamita nella cerimonia presieduta dal card. Peter K. A. Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che è attore della causa di beatificazione.

"Cadere in terra e morire, non è  solo la via per portare frutto, ma anche per salvare la propria vita, cioè per continuare a vivere! Questa consegna, assunta dal Servo di Dio François Xavier Nguyên Van Thuân, esprime con efficacia il percorso della sua vita". Così nell'introduzione al Decreto il cardinale Turkson, che ha ricordato la vita del porporato, la sua scelta del sacerdozio, i modelli di santi assunti nella propria esistenza: Santa Teresa di Lisieux, dalla quale apprese “la via dell’infanzia spirituale”, San Giovanni Maria Vianney, che "gli insegnò le virtù dell’umiltà, della pazienza e il valore dello sforzo tenace" e San Francesco Saverio," il grande apostolo dell’Asia, da cui imparò l’indifferenza davanti al successo o al fallimento".

Quindi in primo piano l'apostoloato del Servo di Dio continuato con l’avvento del regime comunista. Poi l'arresto con l’accusa di “complotto tra il Vaticano e gli imperialisti” il 15 agosto 1975, Solennità dell’Assunta. Il cardinale Turkson ripercorre dunque la dura prigionia e l'isolamento, in tutto tredici anni, fino al 21 novembre 1988. Cercò di vivere la prigionia "colmandola di amore", ricorda il porporato: la "testimonianza di fede, speranza e carità del Servo di Dio, che si è profusa, giorno dopo giorno, con umiltà e discrezione, è un costante invito alla santità collettiva, che trova la sua massima espressione nella fedeltà a Dio e nell’aiuto reciproco nel percorrere il cammino di santità". 

Il cardinale Turkson seguendo la vicenda personale del Servo di Dio fino all'odierno Decreto, sottolinea anche il suo atteggiamento di mitezza, pazienza e amore verso il prossimo "che rese i suoi carcerieri anche suoi scolari nell'ascolto della Parola di Dio" e "rilancia a modello per tutta la comunità cristiana" quanto François Xavier Nguyên Van Thuân ebbe a dire, cioè che "la chiave di volta di tutto il periodo delle prigionia fu l’amore per Gesù crocifisso e abbandonato".