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Padre Tom ai giornalisti: 30 chili in meno ma forte nello spirito

Padre Tom durante la conferenza stampa - AP

Padre Tom durante la conferenza stampa - AP

di Antonella Palermo

Trenta chili in meno, indebolito nel fisico, ma con una forza spirituale meravigliosa e una lucidità mentale forte. Così stamattina si è presentato ai giornalisti, riuniti presso il Centro “Salesianum” a Roma, padre Tom Uzhunnalil, il salesiano missionario indiano sequestrato il 4 marzo dello scorso anno in Yemen e liberato il 12 settembre. Sui dettagli del suo rilascio non sono stati forniti elementi “poiché – ha precisato il Rettor Maggiore dei Salesiani, Padre Artime - non li conosciamo. E’ certo che la liberazione e la consegna sono avvenute attraverso un operatore umanitario, in comunicazione e connessione con il Sultanato di Oman”.

Padre Tom ha fornito un lungo racconto della sua prigionia non prima di aver rivolto, visibilmente commosso, un saluto di fraterna e speciale amicizia a un gruppo di Missionarie della Carità presenti. Proprio con le suore di Madre Teresa di Calcutta operava in Yemen, in un servizio di assistenza spirituale ad Aden, dove in un violento attacco terroristico furono trucidate quattro di loro e dodici altre persone della struttura di accoglienza.

Ho pregato sempre – ha raccontato padre Tom – per tutti, il Papa, le suore morte, la famiglia, coloro che sapevo avrebbero pregato per me, anche per i rapitori. Mai sono stato maltrattato – ha aggiunto – e i rapitori hanno provveduto anche a darmi le medicine che mi servono per il diabete. Grazie alle 230 compresse che avevo a disposizione riuscivo a tenere il conto dei giorni che passavano".

Con sé ha potuto tenere le specie eucaristiche e celebrare Messa, perché i rapitori, al momento dell’irruzione, avevano portato via anche il tabernacolo della cappella. Il religioso ha ripercorso gli spostamenti effettuati nel corso di questi diciotto mesi, tre differenti località che non sarebbe in grado di riconoscere.

Gli abbiamo chiesto quali possono essere, secondo lui, le ragioni del rapimento, risponde: “Non saprei, per tentare di avere soldi, forse. Ci sono molti gruppi che fanno cose del genere per soldi. Oppure perché sono indiano. Non so, davvero”. Alla domanda se è stato esercitato proselitismo islamico verso di lui, Padre Tom ha risposto secco di no, mai. Ha concluso esprimendo il desiderio di incontrare la Madre Generale delle Missionarie, ha ringraziato Dio di essersi preso sempre cura di lui, ha ripetuto di voler continuare ad essere al servizio del Signore e docile alla sua volontà.

 

Ascolta e scarica uno stralcio della conferenza stampa con padre Tom (inglese con traduzione sintetica):