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Medio Oriente. Hamas vicino ad accordo con al Fatah: sì ad elezioni

Hamas pronta a riconciliazione con al Fatah, sì a elezioni - AFP

Hamas pronta a riconciliazione con al Fatah, sì a elezioni - AFP

di Marina Tomarro e Giancarlo La Vella

Importanti segnali di pace in Palestina. Infatti il movimento islamista Hamas, che dal 2007 controlla la Striscia di Gaza, ha dichiarato di aver accettato per intero le condizioni chiave poste dalla rivale Autorità nazionale palestinese controllata da Al-Fatah del presidente Abu Mazen. Fra queste, si legge in una nota di Hamas, c’è anche la luce verde a elezioni generali palestinesi, che comprendano sia Gaza che la Cisgiordania.

L'annuncio, è arrivato in risposta al processo di mediazione dell'Egitto per raggiungere la riconciliazione e porre fine alla divisione interna palestinese. Tra le condizioni accettato da Hamas, quella di sciogliere il Comitato amministrativo che governa la Striscia per restituire il potere a Gaza a un governo di unità.

La svolta annunciata da Hamas, "dischiude forse all'orizzonte una vera riconciliazione" con Al-Fatah. Lo ha detto alla radio militare l'ex ministro palestinese Ashraf al-Ajrami. "Se si tratta di una mossa concreta - ha aggiunto - dal presidente Abu Mazen giungerà una risposta positiva". Ma per nuove elezioni, ha avvertito, "occorre ancora tempo. Prima va ricostruita la fiducia reciproca".  

E tra le ragioni, del passo indietro di Hamas, c’è anche quella della gravissima crisi umanitaria a Gaza, che ha giustificato l'offensiva diplomatica dell'Autorità palestinese, per indurre il movimento islamista a comporre le fratture ideologiche ed a negoziare il varo di un governo di unità nazionale.  Infatti secondo le Nazioni Unite Gaza, una delle aree più densamente popolate al mondo potrebbe diventare "invivibile" entro il 2020.

Intanto il presidente Abu Mazen è partito per gli Stati Uniti, per partecipare martedì ai lavori dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e per incontrare il presidente Donald Trump. 

Lorenzo Cremonesi, esperto di Medio Oriente del Corriere della Sera, commenta: "E' un'intesa tra due organismi deboli alla ricerca di un'identità che, attraverso elezioni comuni, possa dare alla popolazione palestinesi una rappresentanza legittima". 

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista integrale a Lorenzo Cremonesi, realizzata da Giancarlo La Vella: