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Papa Francesco sugli abusi nella Chiesa: "Tolleranza zero"

Il Papa nell'udienza alla Commissione per la tutela dei minori

Il Papa nell'udienza alla Commissione per la tutela dei minori

di Emanuela Campanile

Nella Chiesa c'è “tolleranza zero" contro gli abusi sessuali sui minori: lo ha ribadito Papa Francesco nell’udienza ai membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei minori, in occasione dell'apertura della plenaria. Nel suo discorso a braccio, Papa Francesco ha affermato che la Chiesa ha preso coscienza tardi di questo problema e “quando la coscienza arriva tardi i mezzi per risolvere il problema arrivano tardi”. “Ma grazie a Dio - ha aggiunto - il Signore ha suscitato uomini profeti nella Chiesa” per far emergere il problema “e vederlo in faccia”.

Alla Congregazione per la Dottrina della Fede, che si occupa degli abusi – riconosce il Papa – “ci sono tanti casi che non vanno avanti”, così si sta cercando di prendere più gente che possa studiare i dossier. Se poi ci sono le prove di un abuso – afferma – questo è sufficiente per non accettare ricorsi. Non per una avversione - spiega – ma semplicemente perché la persona che compie questo delitto è malata: se si pente ed è perdonata, “dopo due anni ricade”. Per questo il Papa ha detto con decisione: mai firmerò la grazia.

Nel testo consegnato ma non pronunciato, il Papa ha ringraziato la Commissione per il lavoro compiuto in questi tre anni. Esprimendo dolore e vergogna per gli abusi compiuti da esponenti del clero, il Papa allo stesso tempo ha rinforzato la fede in quella missione dedicata ai più deboli, “abbiamo sperimentato - afferma - una chiamata che siamo sicuri venga direttamente dal nostro Signore Gesù Cristo: abbracciare la missione del Vangelo per la protezione di tutti i minori e gli adulti vulnerabili”.

“Avendo ascoltato le testimonianze delle vittime e dei sopravvissuti” a tali violenze, ed essendo gli abusi sessuali “un peccato contrario e in contraddizione con quanto Cristo e la Chiesa insegnano”, Papa Francesco ha reiterato l’impegno della Chiesa ad applicare  le misure più forti nei confronti di chi “abusa dei figli di Dio”.

“E’ incoraggiante sapere quante Conferenze Episcopali e Conferenze dei Superiori Maggiori hanno cercato il vostro consiglio", ha poi proseguito il Papa, facendo particolare riferimento a quanto la collaborazione della Commissione sia preziosa “soprattutto per quelle Chiese che hanno meno risorse”. 

L’obiettivo è “continuare la collaborazione con la Congregazione per la Dottrina della Fede e la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, affinché queste pratiche possano essere inculturate in diverse Chiese di tutto il mondo”.

Soddisfazione espressa anche per i programmi educativi, presentati dal cardinale O'Malley e dalla signora Marie Collins, uno dei suoi membri fondatori, che offrono il tipo di risorse che “consentiranno alle Diocesi, agli Istituti religiosi e alle istituzioni cattoliche di adottare e attuare" le strategie "più efficaci per tale lavoro”.

A chiusura del suo intervento, prima dell’affidamento alla Vergine Maria, il Papa ha espresso la sua fiducia e piena convinzione che “la Commissione continuerà ad essere un luogo in cui" "ascoltare con interesse le voci delle vittime e dei sopravvissuti. Perché abbiamo molto da imparare da loro e dalle loro storie personali di coraggio e perseveranza”.

La protezione dei minori - ha detto nel suo saluto il card. Sean O’Malley, presidente della Commissione - è chiaramente una delle più alte priorità della Chiesa nel nostro tempo” e “la cura della Chiesa per le vittime di abuso e per le loro famiglie è una considerazione primaria in questa missione. Dall’attento ascolto e dalla condivisione di esperienze con loro, la nostra Commissione ha beneficiato grandemente da tutto ciò che i sopravvissuti ci hanno offerto”.

Tra le priorità della Commissione, anche l’impegno di “continuare il lavoro intrapreso”  e quello di “rinnovare il gruppo dei commissari con rappresentanti delle Chiese di diverse parti del mondo”. A conclusione del saluto, il ringraziamento e la riconoscenza nei confronti del Papa: “Desidero anche  esprimere quanto la leadership che Vostra Santità continua ad offrire”, ha specificato il cardinale, aggiungendo quanto “abbia veramente agito come fonte di ispirazione e profondo incoraggiamento” per "renderci capaci di portare avanti con zelo la missione che ci è stata affidata”.