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Papa a Congresso Usa. Wooden (Cns): dopo 2 anni resta una sfida

Papa Francesco al Congresso USA - AFP

Papa Francesco al Congresso USA - AFP

di Alessandro Gisotti

Il 24 settembre di due anni fa, Papa Francesco rivolgeva un memorabile discorso al Congresso degli Stati Uniti, a Washington, in occasione del suo viaggio apostolico in terra statunitense. Per la prima volta, un Pontefice parlava al Parlamento americano, riunito in seduta plenaria. Per una riflessione sui frutti maturati in questi due anni, abbiamo intervistato Cindy Wooden, responsabile della redazione a Roma di Catholic News Service, l’agenzia di stampa della Conferenza episcopale Usa. Per la vaticanista americana, “il discorso del Santo Padre al Congresso rimane una sfida per i cattolici e per i politici degli Stati Uniti”. “Non direi che i suoi punti sono stati accettati in pieno e messi in pratica – aggiunge – ma penso che oggi ci sia più di una sfida da affrontare rispetto a due anni fa”. Wooden ricorda che il Papa si è identificato come “figlio del continente americano”. Un fatto che riconosce come “in molti modi l’America del Nord e l’America del Sud siano collegate e tutti abbiano bisogno di lavorare insieme per il bene dell’intero continente”.

Nel discorso al Congresso, il Papa indicò al popolo americano quattro grandi figure: Abraham Lincoln, Martin Luther King, Dorothy Day e Thomas Merton. Quattro personalità che hanno sognato un’America fondata sulla libertà, l’eguaglianza, il dialogo, la mano tesa verso i più bisognosi. Temi che oggi sono quanto mai attuali. “I problemi che il Santo Padre ha sollevato due anni fa – sottolinea la giornalista della Cns – rimangono enormi per gli Stati Uniti e per i politici statunitensi: la dignità umana, l’importanza della libertà religiosa, l’impegno a non dividere le persone tra giusti e peccatori ma piuttosto lavorare insieme per il bene comune”. Quindi, Cindy Wooden rammenta un argomento toccato dal Papa particolarmente urgente in questi ultimi anni: “l’obbligo di accogliere lo straniero e riconoscere che le persone che lasciano i loro Paesi per cercare una vita migliore per i propri figli sono esattamente come gli americani”.

Qual è dunque l’eredità spirituale di questo discorso, soprattutto per il mondo politico e i cattolici impegnati nel sociale? “Penso che il discorso sia molto importante nella situazione attuale. È un importante richiamo – afferma Wooden – alla vocazione di un politico”. Il Papa, soggiunge, “utilizza nel suo discorso lo stesso tipo di linguaggio vocazionale che utilizzerebbe per il sacerdozio o per la vita sacerdotale”. La politica, conclude la vaticanista americana, “è chiamata ad essere al servizio dell’uomo. Penso che se i politici ponessero un po’ più di attenzione a questo, ci troveremmo – forse – ad un punto migliore”.