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Galantino: politica accelera su diritti gay ma non su ius soli

Mons. Galantino - ANSA

Mons. Galantino - ANSA

di Alessandro Guarasci

Non c’è nesso tra i migranti che arrivano e lo ius soli temperato. Lo ha detto il segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, mons. Nunzio Galantino, alla conclusione del Consiglio Episcopale Permanente.

Per mons. Galantino non c’è integrazione senza cittadinanza. Sullo ius soli, il vescovo si chiede perché il provvedimento sia passato oramai quasi due anni fa alla Camera e invece ora sia fermo al Senato. “Si è accelerato sui diritti delle persone dello stesso sesso, non si è voluto farlo per quelli degli italiani mantenuti senza cittadinanza” ha precisato, aggiungendo che ad avviso dei vescovi una norma di questo tipo "contribuirebbe a ridurre il popolo dei senza patria”.

Poi una risposta a coloro che affermano che molte donne straniere arrivano in Italia già incinte per dare poi ai loro figli la cittadinanza italiana. "Ci si dimentica - ha replicato il vescovo - che nella stragrande maggioranza quelle donne sono vittime di stupri nel lungo e travagliato percorso che le porta in Italia".

Massima difesa della famiglia fondata sull’unione uomo-donna, grazie anche a strumenti normativi e fiscali. Da tempo infatti la Chiesa ha sposato la tesi del fattore famiglia, e chiede che siano stanziati più fondi per le politiche sociali a favore dei nuclei. Per mons. Galantino bisogna mettere in evidenza che "la famiglia non è un bene della Chiesa ma una ricchezza per la società”.

Sugli abusi sessuali, il consiglio Episcopale ha approvata la creazione di un gruppo di lavoro per combattere questo fenomeno, prendendo spunto anche dalle buone pratiche messe in atto da alcune diocesi. Il gruppo di lavoro sarà multidisciplinare e referente della Commissione sarà  mons. Lorenzo Ghizzoni, arcivescovo di Ravenna-Cervia.

Infine, Giovanni XXIII patrono dell’esercito. Il segretario generale della Cei ha messo in luce che "la Cei non è stata coinvolta in questa decisione. Detto questo da parte nostra è stato confermato apprezzamento per il lavoro che i 200 mila militari fanno”.

Ascolta e scarica il podcast della dichiarazione di mons. Nunzio Galantino