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Africa: vescovi rinnovano impegno per Caritas e giovani

Il Papa saluta un gruppo di migranti africani - ANSA

Il Papa saluta un gruppo di migranti africani - ANSA

di Giada Aquilino

Si è concluso con un rinnovato impegno a sostenere e coordinare l’azione delle diverse Caritas il secondo incontro dei vescovi dell'Africa ad esse dedicato, incentrato sul tema “Organizzare il servizio della carità in Africa: il ruolo dei vescovi”, chiusosi nei giorni scorsi a Dakar, in Senegal. L’evento segue quello del 2012 a Kinshasa, nella Repubblica Democratica del Congo. Nel documento finale, i presuli si sono richiamati alle parole di Papa Francesco, durante la conferenza stampa sul volo di ritorno dal recente viaggio in Colombia: “l’Africa è amica e va aiutata a crescere”. D’altro canto, riconoscono i vescovi, l’inadeguatezza e l’insufficienza dei mezzi d’azione non può costituire una “scusa”: “lo sviluppo dei poveri non può che venire dai poveri stessi”, aggiungono. Ma è anche vero, proseguono, che “la miseria della nostra gente è spesso causata da alcuni dei nostri leader, in collaborazione con potenze straniere”, che si presume siano impegnate a cercare il benessere del popolo. L’impegno allora è quello a prestare “maggiore attenzione” ai problemi di migranti e rifugiati, soprattutto giovani, alle conseguenze delle crisi politiche e delle catastrofi naturali e a lavorare per contribuire alla “eradicazione” delle cause della povertà. Ribadito anche il coinvolgimento nella preparazione e nella partecipazione al Sinodo del 2018 dedicato ai giovani che sono la “ricchezza della Chiesa e della nazione”. Infine si punta a rafforzare la solidarietà con le Chiese sorelle, la collaborazione interreligiosa e la cooperazione con la società civile per la costruzione e lo sviluppo della pace nel Continente.

All’incontro di Dakar ha partecipato padre Wede Marian Zera Johannes Kiflu, coordinatore dei progetti di educazione e sanità della Chiesa eritrea e membro di Caritas Eritrea. Il sacerdote, al microfono della nostra inviata a Dakar, Dulce Araujo, parla dei giovani che lasciano il Paese in cerca di una esistenza migliore, rischiando la vita nelle traversate nel Mediterraneo o finendo in traffici illegali, esortando ad un impegno comune a creare in tutta l’Eritrea un’atmosfera di fiducia e speranza nel futuro.

Ascolta e scarica l’intervista a padre Wede Marian Zera Johannes Kiflu: