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Papa a Bologna: dialogo e welfare contro la crisi del lavoro

Il Papa in Piazza Maggiore a Bologna - AFP

Il Papa in Piazza Maggiore a Bologna - AFP

di Sergio Centofanti

In Piazza Maggiore a Bologna si è svolto l’incontro di Papa Francesco con il mondo del lavoro e i disoccupati. Dopo il saluto di mons. Matteo Zuppi, arcivescovo della città, il Papa nel suo discorso ha parlato della “situazione difficile, a volte angosciante, della mancanza di lavoro”:

“Voi rappresentate parti sociali diverse, spesso in discussione anche aspra tra loro, ma avete imparato che solo insieme si può uscire dalla crisi e costruire il futuro. Solo il dialogo, nelle reciproche competenze, può permettere di trovare risposte efficaci e innovative per tutti, anche sulla qualità del lavoro, in particolare l’indispensabile welfare. È quello che alcuni chiamano il 'sistema Emilia'. Cercate di portarlo avanti. C’è bisogno di soluzioni stabili e capaci di aiutare a guardare al futuro per rispondere alle necessità delle persone e delle famiglie”.

Francesco sottolinea l’esperienza cooperativa di questo territorio, un'esperienza che "nasce dal valore fondamentale della solidarietà" e chea "ha ancora molto da offrire, anche per aiutare tanti che sono in difficoltà e hanno bisogno di quell’“ascensore sociale” che secondo alcuni sarebbe del tutto fuori uso":

"Non pieghiamo mai la solidarietà alla logica del profitto finanziario, anche perché così la togliamo – potrei dire la rubiamo – ai più deboli che ne hanno tanto bisogno. Cercare una società più giusta non è un sogno del passato ma un impegno, un lavoro, che ha bisogno oggi di tutti”.

Parla con dolore della disoccupazione giovanile e di "tanti che hanno perduto il lavoro e non riescono a reinserirsi sono realtà alle quali non possiamo abituarci, trattandole come se fossero solamente delle statistiche. E questa è la tentazione”:

“L’accoglienza e la lotta alla povertà passano in gran parte attraverso il lavoro. Non si offre vero aiuto ai poveri senza che possano trovare lavoro e dignità. Questa è la sfida appassionante, come negli anni della ricostruzione dopo la guerra, che tanta povertà aveva lasciato. Il recente 'Patto per il lavoro', che ha visto tutte le parti sociali, e anche la Chiesa, firmare un comune impegno per aiutarsi nella ricerca di risposte stabili, non di elemosine, è un metodo importante che auspico possa dare i frutti sperati”.

Per Francesco la crisi economica "ha una dimensione europea e globale" ed "è anche crisi etica, spirituale e umana": 

"Alla radice c’è un tradimento del bene comune, da parte sia di singoli sia di gruppi di potere. È necessario quindi togliere centralità alla legge del profitto e assegnarla alla persona e al bene comune. Ma perché tale centralità sia reale, effettiva e non solo proclamata a parole, bisogna aumentare le opportunità di lavoro dignitoso". 

Infine, il Papa cita tre aspetti costitutivi di Bologna, la Chiesa, il Comune e l’Università: 

"Quando essi dialogano e collaborano tra loro, si rafforza il prezioso umanesimo che essi esprimono e la città – per così dire – “respira”, ha un orizzonte, e non ha paura di affrontare le sfide che si presentano. Vi incoraggio a valorizzare questo umanesimo di cui siete depositari per cercare soluzioni sapienti e lungimiranti ai complessi problemi del nostro tempo, vedendoli sì come difficoltà, ma anche come opportunità di crescita e di miglioramento. E questo che dico vale per l’Italia nel suo insieme e per l’intera Europa”.

Video dell'incontro del Papa con il mondo del lavoro a Bologna 

Al termine dell'incontro col mondo del lavoro di Bologna il Papa si è soffermato a recitare l'Angelus in Piazza Maggiore e ha ricordato il salesiano e martire slovacco Titus Zeman.