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Santa Sede: soccorso rifugiati e sicurezza sono complementari

Mons. Ivan Jurkovic - RV

Mons. Ivan Jurkovic - RV

di Paolo Ondarza

Il controllo delle frontiere e il benessere di rifugiati e richiedenti asilo non vanno visti come inconciliabili, ma complementari”. Così l’arcivescovo Ivan Jurkovic, Osservatore Permanente della Santa Sede all’Onu di Ginevra, intervenuto lo scorso 3 ottobre alla 68.ma sessione del Comitato esecutivo dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. “L’attuale situazione – afferma il presule - non va interpretata, come molti fanno, come crisi di numeri, ma piuttosto come crisi di valori. I rifugiati non sono infatti numeri da distribuire o allocare, ma persone con un nome, una storia, speranze e aspirazioni”.

Questa consapevolezza richiede uno sforzo globale e coordinato. In tal senso la Santa Sede suggerisce alla comunità internazionale alcune misure concrete da adottare nei confronti dei rifugiati: una più diffusa attuazione di programmi di sponsorizzazione privata e comunitaria; l’apertura d corridoi umanitari e la concessione  di visti speciali temporanei per persone in particolari condizioni di vulnerabilità; il rispetto del diritto universale alla nazionalità per tutti i bambini al momento della nascita; la tutela dell’unione delle famiglie; il regolare accesso all’istruzione per i minori.

Nel contempo –osserva mons. Jurkovic – è importante ricordare che “ogni rifugiato ha il dovere di rispettare leggi e regole del paese ospitante”. “Il modo in cui ci rapportiamo ai rifugiati e supportiamo gli Stati che si assumono il peso di prendersi cura di loro è la cartina tornasole della nostra umanità e solidarietà”. Citando il messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale dei Migranti 2018, l’Osservatore Permanente della Santa Sede rimarca che “il principio della centralità della persona umana obbliga ad anteporre la sicurezza personale a quella nazionale”.

Urgente anche sfatare i tanti pregiudizi sui rifugiati spesso accusati di essere responsabili della situazione nelle loro terre di origine o discriminati nei paesi ospitanti. La Santa Sede denuncia la contraddittorietà e il cinismo nell’atteggiamento di chi, da una parte provvede a fornire aiuti umanitari, ma dall’altra adotta politiche che fomentano i conflitti senza risolverne le cause all’origine.

Infine a fronte del raddoppio dal 2007 del numero dei rifugiati, mons. Jurkovic auspica che l’Accordo quadro onnicomprensivo per la risposta alla crisi dei rifugiati ( Comprehensive Refugee Response Framework Crrf), adottato ormai in 11 Paesi, possa contribuire ad alleviare il dolore e a sostenere la speranza delle tante persone, donne, uomini e bambini, coinvolti in situazioni di guerra e persecuzione. 

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