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Child Dignity. Dichiarazione: serve azione globale per difesa minori

Un momento della Conferenza Child Dignity - REUTERS

Un momento della Conferenza Child Dignity - REUTERS

di Alessandro Gisotti

La Dichiarazione di Roma, approvata dai partecipanti alla Conferenza Child Dignity, lancia un vibrante appello ad agire per la difesa dei bambini nei media digitali. “In questa era di Internet – si legge nel documento presentato da Papa Francesco – il mondo affronta sfide senza precedenti per poter tutelare i diritti e la dignità dei bambini e proteggerli dall’abuso e dallo sfruttamento”. Queste sfide, soggiunge, “richiedono un nuovo modo di pensare e nuovi approcci, una più elevata consapevolezza a livello globale e una leadership ispirata”. La Dichiarazione di Roma fa dunque “appello a tutti, perché tutti si ergano a difesa della dignità dei minori”.

Il testo, in 13 articoli, si appella innanzitutto “alle autorità mondiali, perché intraprendano campagne globali di sensibilizzazione per educare e informare le persone nel mondo rispetto alla gravità e all’estensione dell’abuso e dello sfruttamento dei bambini di tutto il mondo, e per spingerle a richiedere interventi da parte dei leader nazionali”. Altrettanto forte è l’appello alle “autorità delle grandi religioni del mondo, perché informino e mobilitino gli appartenenti a ogni fede religiosa affinché si uniscano in un movimento globale per proteggere i bambini del mondo”.

La Dichiarazione di Roma chiede quindi “ai parlamenti di tutto il mondo”, di agire per migliorare “la legislazione per una più efficace protezione dei minori e chiamino a render conto dei loro crimini coloro che si rendono responsabili dell’abuso e dello sfruttamento dei bambini”. Fondamentale anche che “i leader delle compagnie tecnologiche” si “impegnino a sviluppare e implementare nuovi strumenti e tecnologie per contrastare la proliferazione delle immagini di abuso sessuale in internet e impedire la ridistribuzione delle immagini dei minori identificati come vittime”. 

Il documento chiede uno sforzo in difesa dei minori anche alle Ong, alle istituzioni medice, a tutte le componenti della società civile. “Alle forze dell’ordine nel mondo”, in particolare, i partecipanti alla conferenza Child Dignity chiedono di accrescere “la cooperazione locale e globale, al fine di migliorare lo scambio di informazioni in ambito investigativo e accrescano gli sforzi di collaborazione rispetto ai crimini contro i minori che travalicano i confini nazionali”.

Negli ultimi due articoli della Dichiarazione di Roma, si chiede ai governi, alle industrie private e alle istituzioni religiose, di avviare “campagne globali di sensibilizzazione rivolte ai bambini e ai giovani, per formarli e fornir loro gli strumenti necessari per un uso sicuro e responsabile di internet e per evitare che sia fatto del male a tanti loro coetanei”. “Si tratta – conclude il documento – di un problema che non può essere risolto da una nazione, un’impresa o una religione da sola, è un problema globale che richiede soluzioni globali”. Di qui la richiesta di “una consapevolezza diffusa” per mobilitare “azioni da parte di tutti i governi, tutte le fedi religiose, tutte le imprese e istituzioni”.