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Settima udienza processo B. Gesù: Di Ruzza oppone il Segreto

San Pietro - Palazzo San Carlo - ANSA

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di Massimiliano Menichetti

“Ritengo di essere incompatibile con la qualifica di testimone”. Così Tommaso Di Ruzza, Direttore dell’Autorità d’Informazione Finanziaria, chiamato come teste, sia dall’Ufficio del Promotore di Giustizia, sia dagli avvocati di parte, alla settima udienza del processo in Vaticano che vede accusati di peculato l’ex presidente della Fondazione Bambino Gesù, Giuseppe Profiti, e l’ex tesoriere, Massimo Spina.

Il Direttore di fatto non ha risposto ad alcuna domanda, opponendo il segreto d'ufficio, subito dopo aver confermato che nel novembre 2015 fece “pervenire all’Ufficio del Promotore di Giustizia un rapporto, con allegati, contente elementi d’intelligence finanziaria, relativo ad alcune transazioni riconducibili alla Fondazione Bambino Gesù”.  

Dopo una Camera di Consiglio di circa trenta minuti, il Tribunale non ha ravvisato "invalidi profili d’incompatibilità con la qualifica di testimone”, pur ritenendo legittima l’opposizione del segreto d'ufficio in relazione a contenuti specifici. In sostanza, né il Promotore di Giustizia Aggiunto, Zannotti, né gli avvocati Blasi e Ottaviani hanno potuto porre domande inerenti ai documenti o all’attività dell’Aif. 

L’udienza iniziata alle 12.53, terminata dopo poco più di un’ora, è stata aggiornata a lunedì prossimo 9 ottobre, alle ore 11.00. A deporre, sempre in qualità di testimone, ci sarà la Presidente dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Mariella Enoc.