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Padre Arsenio è beato. "Siate umili" il suo invito senza tempo

Beato p. Arsenio da Trigolo - RV

Beato p. Arsenio da Trigolo - RV

di Emanuela Campanile

Un evento atteso da anni, la beatificazione del cappuccino p. Arsenio da Trigolo, fondatore delle Suore Di Maria SS. Consolatrice che il cardinale Carlo Maria Martini definì “martire del silenzio”.

La celebrazione si è svolta questa mattina nel Duomo di Milano. A presiedere il rito il cardinale Angelo Amato, prefetto per le Cause dei Santi, e in rappresentanza di Papa Francesco. Ha concelebrato l’arcivescovo della città Ambrosiana, mons. Mario Delpini.

Se i Padri Cappuccini aggiungono un’altra splendida figura alla gloriosa collana di santità del loro Ordine - ricorda il Prefetto - “anche le suore di Maria SS. Consolatrice celebrano nella gioia la glorificazione del loro fondatore”.

Gioia che raggiunge zone lontane come la Cina, l’America Latina, la Costa d’Avorio, il Burkina Faso e l’Angola perché “la Congregazione delle suore ha esteso le sue radici benefiche” oltre i confini nazionali.

Padre Arsenio Trigolo, al secolo Giuseppe Antonio Migliavacca, “era un sacerdote fiero della sua vocazione e del suo apostolato” - ricorda ancora il cardinale Amato -  e “colonne portanti della sua figura di santo e fondatore” sono state “la virtù dell’umiltà e della carità”.

Classe 1849, Giuseppe Antonio Migliavacca diventa sacerdote della diocesi di Cremona nel ’74 e nel ‘75 entra nella Compagnia di Gesù che, suo malgrado, sarà costretto ad abbandonare per una serie di incomprensioni.

Diventa cappuccino con il nome di Arsenio Maria e, nel 1892, viene incaricato dall’arcivescovo di Torino di seguire un gruppo di aspiranti suore che diventeranno, in seguito, le Suore di Maria SS. Consolatrice, l’ordine fondato da padre Arsenio.  

Muore a Bergamo il 10 dicembre 1909 dopo una vita travagliata, sempre precaria, ma di cui accettò ogni sofferenza in quanto completamente abbandonato alla volontà di Dio. Fu capace, come messo in evidenza dal card. Amato, di “mantenere viva la tensione alla santificazione propria e altrui”.

Ascolta e scarica l’intervista integrale al card. Angelo Amato Prefetto per le Cause dei Santi: