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Al via a Trento il 20° Religion Today Filmfestival

Trento ospita il 20° Religion Today Filmfestival - ANSA

Trento ospita il 20° Religion Today Filmfestival - ANSA

di Marina Tomarro

Guerre e pace, migrazioni, convivenza, spiritualità, universo femminile: sono  questi alcuni dei grandi temi che saranno esplorati attraverso le opere in concorso del 20° Religion Today Filmfestival che inizia domani a Trento fino al 22 ottobre, realizzato in collaborazione con la Provincia Autonoma di Trento, il Forum trentino per la Pace e i Diritti Umani, e il Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza.

Filo conduttore dei 41 film in concorso provenienti da 28 Paesi del mondo sarà il tema “Venti anni che hanno cambiato il mondo”.

E Trento diventa così ancora una volta, teatro di una riflessione transnazionale tra diritto, cultura e diversità religiosa. Infatti obiettivo del Festival è quello proprio di accogliere l’esperienza del laboratorio di convivenza tra i vari professionisti provenienti da differenti Paesi, che attraverso la loro arte, vogliono raccontare la cultura e il pensiero delle loro terre di provenienza.

"In questo Festival - spiega la direttrice artistica Katia Malatesta - sono affrontate tematiche forti, però trattate in modi estremamente diversi, dai vari registi. Per cui il tema della guerra e del conflitto ritorna in molti titoli, così come quello delle migrazioni. Abbiamo un cortometraggio che si ispira alla tradizione della commedia all’italiana: rilegge quindi il fenomeno degli immigrati con leggerezza, ma anche riflettendo e mettendo a nudo gli stereotipi e i pregiudizi. Ma abbiamo anche un piccolo film che invece sperimenta soluzioni da cinema della paura, da thriller, dove vengono messe in luce la paura del diverso. 

E poi abbiamo un film israeliano – "Harmonia" – che ci racconta la storia di Abramo in un modo assolutamente originale, ambientandola nell’oggi e nel contesto della Orchestra filarmonica di Gerusalemme. Ma abbiamo anche un grande film polacco – "Blindness" – che si rifà alla figura di una criminale, “Bloody luna” – la sanguinaria – che, fatto storico, all’inizio degli anni Sessanta chiede di incontrare il primate, l’arcivescovo di Polonia, e il regista si è preso in questo caso la libertà di provare ad immaginare cosa si siano detti. Quindi si tratta di tematiche anche molto diverse ma con questo sottofondo comune: una riflessione sulle sfide di ieri e di oggi". 

Tanti gli appuntamenti previsti durante i giorni del festival. Sabato 14 in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler e il Centro per la Cooperazione Internazionale sul progetto “Dalla parte di Eva”, ci sarà un confronto a più voci su venti anni di cinema, media, donne e religioni, durante il quale verrà presentato un video realizzato da un gruppo di donne di diverse comunità religiose; domenica 15 ottobre, al polo culturale Vigilianum alle ore 17.45, si svolgerà la tavola rotonda organizzata in collaborazione con il Tavolo locale delle appartenenze religiose e Religions for Peace Italia.

Le giornate successive proporranno tra l’altro un doppio appuntamento internazionale in continuità con l’importante esperienza di network tra festival di cinema spirituale avviata lo scorso novembre a Barcellona dall'Observatori Blanquerna de Comunicació, Religió i Cultura e dalla Direcció General d'Afers Religiosos della Generalitat de Catalunya con la collaborazione di Signis International.

Si inizia il 18 ottobre alle ore 17.45 presso la Sala Rosa del Palazzo della Regione, con la tavola rotonda sul tema “Il ruolo dei territori. Autonomia e governance della diversità”, mentre il 19 ottobre alle ore 11 si svolgerà una conferenza stampa presso il palazzo della Provincia dove, saranno presentati i risultati del workshop dei direttori di festival di cinema spirituale che si riuniranno a Trento nelle giornate del Festival.

Vincitori e premi del concorso saranno annunciati il 21 ottobre, alle ore 11, presso la sala dell’Aurora di Palazzo Trentini. Il Festival proseguirà successivamente con le proiezioni dei film in concorso non solo in Italia, ma anche a Barcellona, Gerusalemme e in Bangladesh.

Ascolta e scarica l'intervista integrale a Katia Malatesta: