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Mons. Fisichella: per il Papa la pena di morte è contraria al Vangelo

Papa Francesco e mons. Rino Fisichella in una foto d'archivio - ANSA

Papa Francesco e mons. Rino Fisichella in una foto d'archivio - ANSA

“Custodire” e “progredire”: è la strada che il Papa ha ricordato alla Chiesa intervenendo, ieri pomeriggio, all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione. La riunione è avvenuta per ricordare il 25.mo anniversario della firma della Costituzione apostolica Fidei Depositum, con la quale San Giovanni Paolo II promulgava il Catechismo della Chiesa Cattolica. Riprendendo il Catechismo stesso, il Papa sottolinea che “tutta la sostanza della dottrina” deve essere “orientata alla carità”. Mantenere viva la Tradizione è la grande sfida che oggi la Chiesa ha di fronte, mette in risalto mons. Rino Fisichella, presidente del dicastero che ha organizzato l’incontro, nell’intervista di Debora Donnini:

R. – Mi hanno particolarmente colpito la profondità e la lungimiranza con la quale Papa Francesco ha voluto commentare i 25 anni di distanza dal Catechismo della Chiesa Cattolica, dicendo che il Catechismo, pur conservando il patrimonio della dottrina della Chiesa di questi Duemila anni, deve però guardare in avanti. E quindi deve guardare anche le grandi sfide che sono oggi presenti nella cultura e nella società.

D. – Un passaggio forte del discorso del Papa è stato appunto l’invito a non conservare la dottrina senza farla progredire né legarla ad una lettura rigida e immutabile. La Parola di Dio è una “realtà dinamica”, ha detto. Come si può tradurre concretamente questa esortazione?

R. – Direi che il Papa ha usato - come è nel suo linguaggio colorito per alcuni versi - un’espressione molto simpatica, perché ha detto che il deposito della fede - cioè quello che noi crediamo, il contenuto della nostra fede – non è come una coperta che deve essere conservata sotto naftalina. E quindi su questo ha aggiunto che deve essere invece una realtà sempre viva, dinamica. Io direi che concretamente ci sono tanti aspetti. Soprattutto nella mente di Papa Francesco, penso a quello che è il suo insegnamento che proviene dalla Laudato si’: come noi dobbiamo essere capaci di un’attenzione particolare al Creato. E penso in modo particolare ancora a quello che è il suo insegnamento frutto dei due Sinodi sulla famiglia – Amoris laetitia – e quindi la capacità di verificare anche le sfide che sono presenti nella nostra cultura e nella nostra società riguardo il matrimonio; la capacità di accorgerci e di accompagnare anche quelle situazioni di difficoltà che sembrano moltiplicarsi sempre di più. Personalmente ritengo che mantenere viva la tradizione sia proprio la grande sfida che oggi la Chiesa ha di fronte, nel momento in cui deve trasmettere la fede alle giovani generazioni: quindi tutto quello che è il cambio di cultura, il cambio di modelli culturali, che ci fanno incontrare con le generazioni di oggi.

D. – Un altro aspetto forte è stato la ferma condanna alla pena di morte: un tema che, secondo Papa Francesco, dovrebbe trovare uno spazio più adeguato e coerente nel Catechismo della Chiesa cattolica. In questo senso c’è stata un’evoluzione?

R. – Certamente. Già San Giovanni Paolo II, nel momento in cui apparve il Catechismo della Chiesa cattolica, sentì il dovere di intervenire subito con l’Enciclica Evangelium Vitae, in cui diceva esplicitamente il suo pensiero in proposito, e che venne ripreso cinque anni dopo. Quindi nella redazione ufficiale – quella in latino – quel testo sulla pena di morte venne cambiato, mostrando il progresso che il Magistero ha avuto e i limiti che la Chiesa poneva riguardo alla pena di morte. Poi abbiamo degli interventi successivi molto significativi di Benedetto XVI, che hanno portato ancora più in là. Devo dire che anche Papa Francesco, fin dai primi anni del suo Pontificato, era intervenuto su questo aspetto, dicendo che anche l’omicida non perde mai la sua dignità personale. Credo che nel discorso di ieri, il Papa abbia fatto un passo ancora ulteriore, dicendo che la pena di morte è in sé stessa contraria al Vangelo. Credo che questo sia un punto fondamentale, perché esplicita quanto l’insegnamento, nel rispetto della dignità della persona umana, non possa conoscere nessun limite.

Ascolta e scarica l'intervista a mons. Rino Fisichella sul discorso del Papa per i 25 anni dalla pubblicazione del Catechismo: