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Venezuela. Card. Urosa: votare è contrastare progetti totalitari

Caracas, opposizione in piazza prima del voto - EPA

Caracas, opposizione in piazza prima del voto - EPA

Questa domenica si svolgono in Venezuela le elezioni per scegliere i governatori dei 23 Stati in cui è diviso il Paese. Si tratta di una nuova sfida fra il presidente Nicolas Maduro e l’opposizione che denuncia ostacoli e irregolarità già prima del voto per favorire i candidati filogovernativi. L’opposizione è divisa tra quanti invitano a partecipare al voto e chi esorta al boicottaggio di quella che viene considerata una “elezione-truffa” che non farebbe che legittimare una “dittatura”.

I vescovi venezuelani, da parte loro, sottolineano l’importanza di andare a votare per contrastare “il progetto totalitario dell'Assemblea Nazionale Costituente, formata contro la volontà della maggioranza dei cittadini - affermano i presuli - per instaurare un regime comunista: “Il 15 ottobre, i venezuelani con diritto di voto, hanno un dovere nei confronti del Paese, delle regioni e delle generazioni future. Non dobbiamo tirarci indietro per diffidenza e scoraggiamentoNon partecipare al voto è condannare noi stessi e condannare le generazioni future a vivere nella mancanza di quanto è più elementare per una vita dignitosa e serena, come il cibo, i medicinali e la sicurezza personale e legale". In vista di questo voto l’episcopato venezuelano ha promosso il 13 ottobre una giornata di preghiera. Ne abbiamo parlato con l’arcivescovo di Caracas, il cardinale Jorge Liberato Urosa Savino:

R. – Noi invitiamo sempre gli elettori a votare, perché è l’unica maniera di mandare avanti una democrazia. In questo momento è molto importante il voto per dimostrare qual è la situazione del governo: il governo, in questo momento, ha un appoggio ridottissimo da parte del popolo. Noi vescovi abbiamo organizzato questa giornata di preghiera perché queste elezioni si svolgano in pace, senza violenza.

D. – Ciononostante ci sono settori che mettono in dubbio la trasparenza di queste elezioni e sostengono che serviranno soltanto a legittimare il governo di Maduro e l’Assemblea Costituente…

R. – No, non si tratta di questo, ma si tratta di dimostrare che il popolo venezuelano, anche con gli ostacoli che vengono messi, è un popolo democratico che vuole un governo diverso da quello che ha ridotto il Venezuela a un Paese in rovina. Quanti non vogliono votare perché così si legittimerebbe il governo o il Consiglio nazionale elettorale o l’Assemblea Costituente, si sbagliano. Noi stiamo votando anche contro questi ostacoli e anche contro questo governo e contro la Costituente.

D. – Però ci sono stati problemi per quanto riguarda la partecipazione dei candidati dell’opposizione, ostacoli anche per gli stessi elettori: a soli tre giorni dal voto sono stati soppressi oltre 300 seggi elettorali, senza dare informazioni precise agli elettori su dove andare a votare. Questo non lascia prevedere niente di trasparente …

R. – Tutti sappiamo che il Consiglio nazionale elettorale non è trasparente: è di parte, in favore del governo. Questa è una cosa per la quale dovranno rispondere al popolo. Anche nonostante questi ostacoli bisogna votare, bisogna eleggere persone democratiche che aiutino a cambiare il governo e che diano la garanzia di governare con giustizia e in favore del popolo e non in favore di un gruppo di politici che vogliono semplicemente sfruttare il potere. Noi dobbiamo superare tutti questi conflitti in maniera pacifica: per questo, dobbiamo pregare, dobbiamo pregare molto per difendere i diritti del popolo senza violenza.

Ascolta l'audio e scarica il podcast dell'intervista di Alina Tufani al card. Urosa