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Kirkuk strappata ai curdi dalle forze di Baghdad, civili in fuga

Kirkuk, una bandiera curda data alle fiamme - REUTERS

Kirkuk, una bandiera curda data alle fiamme - REUTERS

di Francesca Sabatinelli

Dopo averla strappata ai miliziani del sedicente Stato islamico, i curdi si sono visti togliere Kirkuk dalle forze di Baghdad. Da domenica è in atto un’offensiva di milizia sciita, polizia nazionale e l’esercito iracheno contro i peshmerga vicini al Puk (Unione Patriottica del Kurdistan) guidato da Talabani, che non avrebbero opposto resistenza e si sarebbero ritirati dall’importante città petrolifera, dopo un accordo con il governo di Baghdad.

La situazione è preoccupante, è la denuncia che arriva dal Kurdistan, a causa della resistenza da parte dell’altra frangia curda, quella del Partito Democratico del Kurdistan Iracheno guidato da Barzani, Presidente della regione del Kurdistan iracheno, che avrebbero preso le postazioni lasciate dal Puk.

Migliaia i civili che avrebbero iniziato a lasciare la città per dirigersi verso Erbil, il capoluogo del Kurdistan iracheno, e verso la città di Sulaymaniah. Gli iracheni "hanno preso Kirkuk che è la zona ptroliferia più ambita", spiega da Erbil Terry Dutto, coordinatore progetti di Focsiv Kurdistan. "E' il pozzo petrolifero più grande di tutto il Medio Oriente per cui era la preda ambita di Baghdad e di Barzani, che però ha perso tutto". 

Ascolta e scarica il podcast con l'intervista integrale a Terry Dutto