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Papa Fao. Mons Arellano: intervento coraggioso e originale

Discorso del Papa alla Fao - ANSA

Discorso del Papa alla Fao - ANSA

di Federico Piana

"Coraggioso" e "originale". Mons. Fernando Chica Arellano, Osservatore Permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, utilizza questi due aggettivi per definire il discorso pronunciato ieri da Papa Francesco alla Fao in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione. Il coraggio è quello di parlare di "amore" come parte integrante dei "rapporti internazionali" e di accelerare sull'importanza della "volontà" nel contesto della lotta alla fame: "agire ma con amore", la sintesi che ne fa mons Arellano. 

In relazione inioltre alla sottolineatura tracciata dal Papa sulla più che mai necessaria “equa distribuzione dei frutti della terra", ma soprattutto sul "diritto di ogni essere umano ad alimentarsi secondo le proprie necessità", l'Osservatore Permanente della Santa Sede parla di concetti rivoluzionari in questo mondo dove le sperequazioni sono innumerevoli. 

Ascolta e scarica l'intervista integrale di Federico Piana a mons. Arellano:

R. - Mi pare sia stato un discorso coraggioso, con i piedi in terra; un discorso molto originale, perché il Papa ha rivolto un grande appello alla comunità internazionale affinché nei rapporti internazionali  appaia la parola “amore”. Molte volte, quando pensiamo all’amore crediamo sia una virtù solamente per i micro rapporti, per i rapporti domestici o per un rapporto molto ridotto. Invece il Papa ha parlato della carità, dell’amore come chiave del “rapporto internazionale”. L’amore – il Papa lo ha spiegato – non è una parola intimista, non è un sentimento “teorico”; l’amore deve portare a sconfiggere veramente la fame, a mettere fine a tutta questa migrazione forzata, obbligata, dove le persone fuggono perché non hanno il pane quotidiano da portare ai loro bambini, ai loro cari, a se stessi.

D. - Il Papa ha detto: “La fame non è una malattia incurabile”; bisogna cercare di ridistribuire anche le ricchezze perché la produzione mondiale è molto alta …

R. – Certamente e il Papa lo ha detto bene: non è una malattia incurabile; la fame è l’origine di tante malattie, ma si può sconfiggere. C’è bisogno di una cosa solamente: volerlo. Manca la volontà. Mancando questa, la fame continuerà ad essere un flagello che è essere lì, che calpesta tutte le persone, soprattutto i più poveri. Dunque è stato un grande appello per passare dalle parole alle opere. È il tempo di agire con amore, cercando il benessere di tutti, non solo quello di un gruppetto.

D. - Anche perché molte guerre sono dovute al fatto che manca cibo, che diventa anche una discriminante; queste guerre anche per porzioni di territorio … Mi pare che se si cura la fame, si curano anche le guerre …

R. - Ancora peggio. Molte volte la fame è un’arma di guerra, è una cosa veramente spaventosa. Per mettere fine alla fame bisogna investire nella pace. Con la pace si può raggiungere tutto. La pace è come una calamita cha attira tanti beni; la guerra è una calamita che attira tanti, tanti mali.