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Giornata Missionaria Mondiale 2017. Card. Filoni: Gesù cuore della missione

Il Cardinale Filoni fra i cristiani in Iraq - RV

Il Cardinale Filoni fra i cristiani in Iraq - RV

di Marco Guerra

La missione al cuore della fede cristiana è il tema scelto da Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2017 che si celebra domenica 22 ottobre. La Giornata è stata presentata,ieri, nella Sala stampa della Santa Sede dal cardinale Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, da mons. Protase Rugambwa, presidente delle Pontificie opere missionarie e da padre Tadeusz Novak, segretario generale pro tempore della Pontificia opera missionaria della Propagazione della fede.

La conferenza stampa si è aperta con un video che ha mostrato due situazioni solo apparentemente distanti:  l’impegno spirituale di una comunità di suore di clausura e la vita in una missione africana. Il cardinale Filoni ha quindi spiegato che le immagini vogliono mostrare come la preghiera si trasformi in azione, perché una missione senza spiritualità diventa una meritoria azione sociale ma priva di anima:

“Come anche nel messaggio del Papa, in cui si dice che c’è una spiritualità che muove. Se manca questa spiritualità rischiamo di fare sì una importante, buona, attività sociale, ma noi riteniamo che questa attività abbia un’anima, e quest’anima si nutre della preghiera”.

Il cardinale ricorda poi che Gesù dà ai discepoli l’assicurazione che Lui è con loro:

“La fede cristiana nasce proprio perché, come ci ricorda San Matteo nel Capitolo 28, Gesù dà l’ultimo comandamento, l’ultimo mandato ai suoi discepoli: ‘Andate dunque, battezzate, ammaestrate’. E poi dà anche un’assicurazione: ‘In questa opera di battezzare, di insegnare, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo’. Dunque, la missionarietà non è abbandonata da Gesù. La consegna agli apostoli, la consegna alla Chiesa, e Lui continua ad essere presente in quest’opera missionaria. Per cui, fondamentalmente, il missionario non va mai da solo”.

Tornando sul messaggio del Santo Padre, il cardinale Filoni evidenzia quali sono i fondamenti e il cuore della missione:

“Il Santo Padre pone tre domande fondamentali all’inizio di questo messaggio, e dice: “Qual è il fondamento della missione?”. La risposta è evidente, chiara. Gesù dice: ‘Io sono la vita, la verità, la vita’. Questo è il fondamento della missione: portare Gesù in quanto via, verità e vita. Se non si compisse questo, allora – dice il papa – potremmo essere in una fase di ideologia, di un certo insegnamento, ma non di un meccanismo voluto da Gesù, che è quello della salvezza, della santificazione, della grazia e del bene per l’uomo. La seconda domanda che pone il Papa è: ‘Qual è il cuore della missione?’ E poi risponde dicendo che il cuore della missione è questo incontro di Cristo che ogni uomo ha il diritto di avere. La terza domanda del Papa è: ‘Quali sono gli atteggiamenti vitali della missione?’ E anche qui dice che l’attitudine vitale per la missione è una dimensione di esodo. Per fare questo esodo non basta semplicemente uscire. Dice: ‘spiritualità’; una spiritualità di continuo esodo”.

Il porporato infine rammenta che tutti i fedeli sono chiamati all’opera missionaria dalla sollecitudine espressa dal Papa espressa proprio attraverso le Pontificie opere missionarie. Un concetto ribadito con forza anche da padre Novach, segretario generale pro tempore della Pontificia opera missionaria della Propagazione della fede:

“Il Vangelo è per tutti. La missione della Chiesa non è un compito unicamente per i sacerdoti o i religiosi. Ma tutti noi cristiani, attraverso il Battesimo e con la fede, siamo tutti chiamati a vivere e proclamare il Vangelo con la nostra vita, per fare incontrare gli altri con Cristo vivo. È un compito molto importante per i laici”.

Mons. Protase Rugambwa, presidente delle Pontificie opere Missionarie, ha posto l’accento sulla differenza tra evangelizzazione e proselitismo, affermando che ogni cristiano può essere testimone della fede:

“Il proselitismo sicuramente consiste nel prendere qualcuno, nel senso di comprare qualcuno, mostrare una faccia ma con l’intenzione di conquistare qualcuno. Il contrario invece sarebbe la vita, la testimonianza che attira. Attrazione: è questo che il Papa sta dicendo. E anche noi vogliamo promuovere questo pensiero: cioè che la religione deve ‘attirare’ tramite il modo di fare e di vivere del credente”.

A conclusione della conferenza sono stati snocciolati anche i dati sui cattolici nel mondo diffusi oggi dall’Agenzia Fides. Il cardinale Filoni ha commentato così i numeri che certificano un aumento dei fedeli in tutti i continenti ad eccezione dell’Europa:

“Tutti gli aumenti sono in Asia, Africa, America e Oceania. Il numero dei cattolici in Africa è aumentato di 7 milioni 411mila; in America di 4 milioni 756mila; in Asia di un milione 583mila; in Oceania di 123mila; mentre in Europa tale numero diminuisce di un milione 344mila. È vero che in questi continenti c’è un aumento di popolazione molto più ampio di quanto si abbia in Europa e in America. Però qui, come diceva Papa Benedetto XVI, si può trovare e vedere la gioia della fede”.