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Il genocidio degli Yazidi continua: un libro per non dimenticare

Yazidi in fuga dall'Is - REUTERS

Yazidi in fuga dall'Is - REUTERS

di Gabriella Ceraso 

E' ancora in corso - e nell'indifferenza della comunità internazionale - il genocidio degli yazidi, confermato in questi termini dall'Onu e testimoniato dai sopravvissuti. E' questo il grido di dolore che sta al cuore del libro del giornalista Simone Zoppellaro dal titolo Il genocidio degli Yazidi. L'Isis e la persecuzione degli 'adoratori del diavolo', edito da Guerini e Associati.

Il volume è il primo in Italia e tra i primi in Europa a raccontare la storia e la cultura di un'antica minoranza religiosa che, a partire dall'agosto del 2014, nell'Iraq nord-occidentale è stata raggiunta e massacrata dalla furia degli estremisti islamici. In pochi giorni ci sono stati più di tremila morti e 300mila profughi - su una popolazione di mezzo milione di persone - che ancora vagano tra campi di accoglienza e alcuni Stati d'Europa.

La cosa peggiore è che ancora oggi oltre tremila donne e tanti bambini sono nelle mani di Daesh, scambiati come schiavi oppure arruolati e indottrinati per diventare nuovi kamikaze.

"Ci vendevano e ci facevano ogni cosa gli venisse in mente", dice una delle giovani di cui Simone Zoppellaro ha raccolto la testimonianza in Iraq: Narmeen, Nour, Jamila,Seveh sono alcuni dei nomi di fantasia delle sopravvissute agli orrori dell'Is, costrette alla fame, ai lavori domestici, picchiate, vendute e usate.

"Fa bene Simone Zoppellaro a chiamare in questo libro accurato le cose con il loro nome", scrive nella prefazione Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International: "Il mondo non sa cosa è capitato agli yazidi". La loro vicenda è invece un campanello di allarme: il genocidio sopravvive anche nel XXI secolo, la pacifica convivenza di fedi e culture diverse in Medio Oriente è stata definitivamente messa in crisi e la minaccia di scomparsa per le tante minoranze di quelle terre, inclusi i cristiani, significa la perdita delle radici della civiltà mondiale.

Zoppellaro, racconta nel libro il perchè dell'accanimento dei jihadisti contro questa minoranza, chiusa, senza legami o supporti esterni; racconta dell'indifferenza del mondo di fronte a questa minoranza; fa luce sull'ideologia di morte del sedicente Stato isalmico. Nelle pagine di questo libro si legge il dramma di chi è sopravvissuto ma ancora si sente non accettato dalla comunità internazionale. La Chiesa, da parte sua, sta sostenendo con forza questa minoranza: il Papa ha ricevuto una loro delegazione, che lo ha ringraziato per il sostegno, e il cardinale Filoni si è recato in Iraq per portare gli aiuti del Santo Padre. 

Ma nel libro emerge anche la forza di donne, come la candidata al premio Nobel per la pace Nadia Murad, che nel maggio scorso ha incontrato il Papa e ha fatto del suo essere yazida motivo di vita: con il racconto di quanto accaduto dal 2014 a lei e al suo popolo ha dato vita a questo volume. Gli yazidi, come comunità religiosa, sono presenti in Iraq prima della comparsa dell'Islam: sono chiamati da alcuni gruppi musulmani "adoratori del diavolo" e hanno subito nel corso dei secoli decine di tentativi di genocidio.

Ascolta e scarica il podcast conl'intervista a Simone Zoppellaro