Leggi l'articolo Vai alla navigazione

Social:

RSS:

Radio Vaticana

la voce del Papa e della Chiesa in dialogo con il mondo

lingua:

Vaticano \ Eventi

Card. Parolin: acqua elemento di cooperazione e non di conflitti

L'intervento del card. Parolin al vertice su acqua e fiumi - AP

L'intervento del card. Parolin al vertice su acqua e fiumi - AP

Il legame tra acqua e clima e l'acqua come oggetto di conflitto e contese, è stato al centro del discorso del Segretario di Stato vaticano il card. Pietro Parolin, al Vertice internazionale  su "Acqua e clima. I grandi fiumi del mondo a confronto" che si conclude domani a Roma. "Il costante aumento del fabbisogno idrico - ha detto - rappresenta una delle sfide più serie di oggi e di domani poste alla comunità internazionale".

Parlando del legame tra acqua e clima, il card. Parolin ha denunciato le disastrose conseguenze dei cambiamenti climatici causati non solo da elementi naturali, ma anche da attività umane che creano alterazioni e squilibri. Il porporato ha citato l'inquinamento delle falde acquifere o dei fiumi, la distruzione delle foreste. Ma ha citato anche il nesso tra cambiamenti climatici e disastri collegati con l'acqua che negli ultimi 30 anni hanno causato il 90% dei principali disastri naturali.

In secondo luogo il card. Parolin ha parlato delle cosiddette "guerre per l'acqua", soprattutto in presenza di fiumi, laghi o bacini idrografici condivisi tra più nazioni, Ma cambiando la prospettiva "l’acqua può essere vista come elemento di collaborazione e di dialogo, occasione di pace e di solidarietà, attraverso illuminati e responsabili accordi politici o tecnologici di gestione partecipata fondata sul valore prezioso della “condivisione”. Le risorse idriche transfrontaliere, “condivise” da più Stati - ha detto - offrono opportunità sia di competizioni e di conflitti che di cooperazione e di solidarietà, dal momento che esse rappresentano un fattore chiave per la stabilità economica di ogni Stato".

Il Segretario di Stato vaticano non ha mancato di ricordare che "nella seconda metà del XX secolo sono stati negoziati più di 200 Trattati sull’acqua, mostrando spesso che la cooperazione transfrontaliera in materia d’acqua rappresenta un valido esempio di prevenzione a lungo termine dei conflitti".

Nel suo intervento il card. Parolin ha citato il diritto all'accesso all'acqua soprattutto per coloro che vivono in condizioni di povertà; l'acqua come elemento al quale non poche religioni hanno attribuito una valenbza 'spirituale' e 'simbolica';  l'acqua come fattore fondamentale per lo sviluppo perchè una cattiva gestione provoca una vita indecente, difficoltà nelle attività produttive come agricoltura e allevamento del bestiame, precarie condizioni igieniche. Tutti fenomeni che portano alle migrazioni forzate.

Al termine del suo intervento il card, Parolin ha chiesto di individuare approcci innovativi che richiedono nuove forme di cooperazione tra pubblico e privato. "Alla base di tali approcci, bisognerà dare priorità al soddisfacimento dei bisogni di sicurezza idrica dei poveri attraverso politiche idriche pro-poveri, così come alla rivitalizzazione dell’ambito locale promuovendo la decentralizzazione, ossia la sussidiarietà, valorizzando - ha concluso - le conoscenze e le esperienze delle popolazioni e delle comunità locali".