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Mons. Jurkovič: Papa vuole Santa Sede “in prima linea” all’Onu

Papa Francesco alle Nazioni Unite - EPA

Papa Francesco alle Nazioni Unite - EPA

di Alessandro Gisotti

Si celebra oggi la Giornata delle Nazioni Unite, nella data che ricorda l’entrata in vigore dello statuto dell’Onu, il 24 ottobre 1945. Proprio oggi, Papa Francesco ha pubblicato un tweet sul suo account @Pontifex: "Lavoriamo tutti insieme per promuovere la pace tra i popoli e garantire il rispetto dei diritti umani". La ricorrenza avviene all’indomani dell’udienza di Papa Francesco all’arcivescovo Ivan Jurkovič, Osservatore permanente della Santa Sede all’ONU e alle altre Organizzazioni internazionali di Ginevra. Al presule, abbiamo chiesto di condividere i temi dell’udienza papale e di soffermarsi sul ruolo del Papa e della Santa Sede nelle organizzazioni internazionali:

R. - È stato un incontro non solo di incoraggiamento, ma anche di guida da parte del Papa. É stato un incontro molto importante. Le sue prime parole sono state: “Voi siete in prima linea nell’azione della Chiesa”. Questo è più o meno quello che ha detto, sottolineando l’importanza del lavoro che facciamo nelle quattro missioni della Santa Sede nel mondo: a New York, a Ginevra, a Vienna e a Parigi. L’attività della Santa Sede, della Chiesa e del Pontificato, anche presso gli organismi internazionali, è molto rilevante. Ho presentato al Papa un po’ i temi specifici di Ginevra. Quello che mi è sembrato importante sottolineare è stata certamente l’azione della Chiesa per il disarmo. È un’angoscia per noi; non sono mai esistiti tanti armamenti, e mai sono stati spesi tanti soldi come adesso. L’altro tema riguarda le migrazioni, un fenomeno che il Papa chiama “La faccia umana della globalizzazione”.

D. - Quanto è importante l’Onu di cui oggi ricorre la Giornata per Papa Francesco?

R. – L’espressione “in prima linea” mi ha un po’ sorpreso. Per qualunque persona che conosce un po’ come funziona il mondo l’Onu è importante. Indubbiamente l’Onu è criticata e, come tutte le grandi istituzioni, di solito è messa sotto la lente di ingrandimento, guardando alle incapacità che sono quasi congenite e non tanto al potenziale che è assolutamente necessario. L’importante però è avere un punto di riferimento globale dove ci si può incontrare nei momenti difficili come quelli che stiamo vivendo un po’ adesso.

D. - Nella sua esperienza di Osservatore permanente presso la Sede Onu di Ginevra, quanto ritiene che sia ascoltata la voce della Santa Sede, della Chiesa e dove invece trova difficoltà?

R. - Penso che probabilmente nonostante i Pontificati degli ultimi decenni siano stati molto visibili, monumentali, la visibilità del Pontificato, la sensibilità del Pontificato di Papa Francesco, è molto più forte di quanto non lo era forse con i Papi precedenti. Perché questo? Un po’ è dovuto allo stile di Sua Santità, al suo diretto coinvolgimento in quasi tutte le questioni che sono il dolore dell’umanità. Questo è percepito dalle organizzazione internazionali in maniera molto forte. Sono molto grati per l’azione della Santa Sede. Poi la figura del Papa, l’insegnamento: tante volte ci sembra che ci sono grati per quello che la Chiesa fa, la Santa Sede fa. Dall’altra parte, il mondo in particolare quello occidentale sta affrontando un progetto un po’ drammatico legato al cambiamento dei valori tradizionali e forse all’atteggiamento verso la religione come scelta di vita.

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista a mons.Jurkovič