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Mons Viganò: i social media non disperdano il senso della prossimità

Social media  - AFP

Social media - AFP

di Gabriella Ceraso

Il mondo dei "nativi digitali" caratterizza i nostri giorni, gli Youtubers, di cui parla il libro di Chiara Palazzini e Laura Gialli edito da San Paolo, sono giovanissimi utenti dei social media che partecipano, condividono e collaborano alla costruzione dei contenuti del sistema dei media. "Sono capaci", è stata la riflessione di mons Dario Viganò, nella presentazione del volume, di "prendere i contenuti dell'industria digitale, rimodellarli e ricomporli in diversi ambiti e sempre in modo creativo".

Il Papa, ha ricordato il prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, sottolinea chiaramente che questi giovani hanno una "responsbilità": quella di "aiutare il mondo a recuperare il linguaggio dei gesti", ma a questo aggiunge che hanno anche il compito di "facilitare la cultura dell'incontro". E come? Non basta, è il messaggio del Papa che anche mons Viganò rilancia, "passare lungo le strade digitali, occorre che la connessione sia accompagnata dall'incontro vero".

Il rischio è dunque quello di finire nell'inganno di disperdersi nei mezzi digitali smarrendo "il senso della prossimità umana, l'incontro faccia a faccia".La nostra prospettiva, ha detto mons Viganò, è quella " che valorizza primariamente l'aspetto antropologico e solo in seconda battuta quello tecnologico". La pervasività di questi mezzi di comunicazione e il loro utilizzo, ha concluso mons Viganò rifacendosi al contenuto del libro, " hanno bisogno di un buon equilibrio con tutto il resto delle pratiche della vita quotidiana, scuola, amicizie, rapporti in carne ed ossa, necesssari per una "sana costruzione identitaria".