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Il commento di don Sanfilippo al Vangelo della XXX Domenica T.O.

Un'icona di Gesù

Un'icona di Gesù

Nella 30.ma Domenica del Tempo ordinario la liturgia ci propone il Vangelo (Mt 22,34-40) in cui Gesù parla del comandamento dell’amore:

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

Su questo brano evangelico ascoltiamo una riflessione di don Gianvito Sanfilippo, presbitero della diocesi di Roma:

Nel Vangelo odierno Gesù è messo ancora una volta alla prova da interlocutori ostili e approfitta dell’insidia tesagli per ribadire ciò che gli sta più a cuore: proclamare e difendere la dignità di ogni uomo. Amare il nostro prossimo equivale infatti ad amare Dio in pienezza, dice il Signore. Anzi, la relazione con l’altro diventa l’occasione per valutare la qualità della nostra relazione con Dio: “Chi non ama il proprio fratello che vede non può amare Dio che non vede” (1 Gv 4,20). Allora è utile interrogarsi: come mi rapporto, ad esempio, col marito o la moglie, coi vicini e i colleghi? Cosa penso dello straniero immigrato o di chi ha idee politiche opposte alle mie? Soprattutto, come tratto le persone che mi hanno fatto qualche torto o procurato disagi e fastidi oppure richiedono il mio aiuto? Inoltre, penso veramente che l’uomo sia la creatura con un valore assoluto, superiore, ad esempio, a quello degli animali e pertanto non possa mai essere strumentalizzato o ucciso nemmeno quando è allo stato embrionale oppure in coma profondo? Ritengo che le sue spoglie mortali vadano onorate in attesa della risurrezione della carne e non incenerite per spargerle qua e là? Sono domande scomode, ma utili ad un esame di coscienza per capire se sappiamo amare veramente Dio quando si manifesta nella persona del prossimo.