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Maratona di Erbil: respirare la pace in terre di violenza

VI edizione della Maratona Internazionale di Arbil - 2017 - AFP

VI edizione della Maratona Internazionale di Arbil - 2017 - AFP

di Emanuela Campanile

Si è corsa oggi la Maratona di Erbil, nel Kurdistan Iracheno: VI edizione di un evento nato nel 2011 e promosso da Sport Against Violence.

"E' un'occasione che coinvolge tutta la società civile e anche le istituzioni locali - spiega il direttore di SAV, Nicola Visconti - e anche se con la guerra in Siria e il referendum per l'indipendenza dall'Irak, sono aumentate le tensioni con i Paesi confinanti così da essere stati costretti a ridurre il percorso della maratona in formato 5 e 10 km, la popolazione ha partecipato in massa".

Vedere mamme, studenti, bambini e lavoratori sorridere in periodo di guerra è "il miracolo dello sport". E non è retorica: "abbiamo chiamato a raccolta atleti, ONG, università, associazioni e club sportivi da tutto il mondo" e da tutto il mondo hanno risposto - spiega ancora Visconti - perchè il nostro obiettivo è diffondere i principi della pace e della tolleranza e tutto questo, oggi è successo". "La gente di queste zone"- prosegue il direttore di SAV, "non deve sentirsi abbandonata, hanno bisogno di non sentirsi dimenticati".

Seguendo questo stesso obiettivo, nel 2013, Sport Against Violence ha organizzato con altre associazioni e ONG la maratona per la pace anche nella città di Baghdad e (non hanno proprio intenzione di fermarsi!) per il 12 dicembre 2017 hanno programmato un torneo di calcio nel campo di rifugiati siriani di Arbat, Kurdistan Iracheno. La maratona ritornerà a Baghdad il 2 dicembre, e anche noi. A fare il tifo, per la pace.

 

Ascolta e scarica il podcast dell'intervista a Nicola Visconti