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Boccardo: la Valnerina rinasce nonostante la burocrazia

Fiaccolata a Cascia, a un anno dal terremoto - ANSA

Fiaccolata a Cascia, a un anno dal terremoto - ANSA

di Marina Tomarro

E’ passato un anno dalle prime forti avvisaglie di terremoto che colpirono la popolazione della Valnerina, mentre si stava ancora riprendendo dalla paura del precedente sisma che l’aveva colpita il 24 agosto. Quelle scosse però ne preannunciarono una molto più forte che si verificò nella mattina del 30 ottobre e che causò molti danni materiali, ma non altre vittime. 

Tante le celebrazioni commemorative organizzate in questi giorni dall’arcidiocesi di Spoleto-Norcia per ricordare quei momenti, iniziate proprio il 26 ottobre con una fiaccolata nella Basilica di Santa Rita di Cascia presieduta dall’arcivescovo Renato Boccardo, a cui hanno partecipato anche i sindaci e le autorità civili e religiose dei vari Comuni colpiti.

 “Questa gente – spiega mons. Boccardo -  sta vivendo un miscuglio di sentimenti e situazioni. Sono persone forti e determinate che ricominciano da capo ogni volta che succede qualcosa. Ma in questo momento, l’attesa di soluzioni immediate e concrete sta diventando snervante. Tante cose sono state fatte in questo anno, ma molte di più rimangono da fare. La lentezza e i passaggi burocratici creano una situazione non più di attesa, ma quasi di stanchezza, di frustrazione”.

Tra le situazioni più drammatiche quelle di tante famiglie ed anziani soli rimasti senza abitazione dopo le forti scosse. Dopo una prima fase di alloggio in strutture pubbliche o presso parenti ad amici, queste persone da alcuni mesi hanno avuto in consegna le prime casette di legno che hanno consentito loro di poter almeno tornare nei territori d’origine.

“Ma tutto ciò non basta ancora – spiega il presule – la situazione di emergenza finirà solo quando tutti riusciranno a tornare nelle loro vere abitazioni. Queste persone hanno bisogno di una maggiore stabilità. Tanti di loro sono ancora costretti a percorrere molti chilometri al giorno per raggiungere il proprio lavoro. E ciò complica moltissimo la vita e la serenità delle famiglie”.

Lentamente anche le aziende familiari presenti nel territorio stanno riprendendo le loro attività. “Noi siamo un territorio che vive sull’agricoltura – sottolinea mons. Boccardo – molti piccoli imprenditori hanno subito ricominciato a costruire ciò che era andato distrutto. Oggi la vita produttiva sta riprendendo e questo dona il coraggio di guardare avanti”.

La solenne Celebrazione eucaristica presieduta a Norcia questa domenica dal cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin – conclude mons. Boccardo -  è per noi un segno ulteriore della vicinanza e della sollecitudine del Santo Padre. Il Papa si rende presente adesso con la persona del suo primo importante collaboratore. Avere il cardinale Parolin con noi significa ricevere il sorriso e la carezza di Papa Francesco”.

Ascolta e scarica l'intervista all’arcivescovo Renato Boccardo