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Somalia. Nuovo attacco Al Shabaab a Mogadiscio

Mogadiscio, luogo dell'attacco - AFP

Mogadiscio, luogo dell'attacco - AFP

Di Marco Guerra 

È di almeno 25 morti e 30 feriti il bilancio dell’attacco terroristico all’hotel Nasa-Hablod di Mogadiscio, in Somalia, cominciato sabato pomeriggio e conclusosi domenica mattina a seguito del blitz delle forze di sicurezza somale. Nell'irruzione tre miliziani sono stati uccisi e altri due sono stati catturati. Le altre vittime sono in gran parte i poliziotti che presidiavano la struttura ma anche una donna e tre bambini, fra cui un neonato, tutti assassinati dai jihadisti.

L’azione era iniziata ieri con l'esplosione di un'autobomba guidata da un kamikaze davanti all'hotel, vicino al palazzo presidenziale, frequentato da politici, militari e civili. Nella struttura era in corso una riunione dei vertici delle province con funzionari di polizia e dei servizi segreti per mettere a punto una strategia comune contro gli Shebaab, che hanno subito rivendicato il nuovo attacco. Secondo fonti locali, l'autobomba è stata seguita da due deflagrazioni causate da altrettanti kamikaze per favorire l'irruzione nell'albergo. In seguito, i terroristi sono penetrati nella struttura e si sono asserragliati all'ultimo piano, da dove hanno lanciato granate contro la polizia. Poi nella serata di ieri sono state fatte uscire dall’hotel 30 persone incluso un ministro. Altre sono rimaste dentro la struttura durante lo scontro tra le forze di polizia e militanti islamisti. Si sospetta che alcuni terroristi potrebbero essere fuggiti confondendosi con gli ostaggi liberati.

Questo ennesimo attentato arriva dopo appena due settimane dal più sanguinoso attacco della storia della Somalia, quando, il 14 ottobre, un camion-bomba esplose in una trafficata strada della capitale,  di fronte a un hotel che era crollato, causando almeno 358 morti, 228 feriti e una cinquantina di dispersi. I giorni seguenti, il presidente somalo Abdullahi Mohamed ha dichiarato lo stato di guerra e ha fatto un tour per cercare appoggi per la sua riconquista dei territori controllati dagli Al Shabaab.