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Somalia. Mons. Bertin: la comunità internazionale non ci dimentichi

27 morti e 30 feriti, le vittime dell'attacco terroristico a Mogadiscio. - REUTERS

27 morti e 30 feriti, le vittime dell'attacco terroristico a Mogadiscio. - REUTERS

di Marina Tomarro

Situazione ancora molto tesa in Somalia. A seguito degli attentati che hanno colpito Mogadiscio la capitale del paese lo scorso sabato, il governo ha deciso di licenziare il capo della polizia e il responsabile dell'intelligence di Mogadiscio. Secondo le autorità, sono stati almeno 27 i morti  e circa 30 i feriti, causati dalle due esplosioni avvenute presso due hotel al centro della capitale, nei pressi del Parlamento.

L’attacco è stato rivendicato dal gruppo terroristico al-Shabaab, legato ad al-Qaeda. La polizia di Mogadiscio ha riferito di aver catturato 2 attentatori e di averne uccisi  altri tre. “Questi elementi – commenta monsignor Giorgio Bertin, Vescovo di Mogadiscio - sono contrari alle nuove istituzioni somale, e dopo il gravissimo attentato il 14 ottobre, a quanto pare, vogliono rincarare la dose per piegare completamente il governo federale. A mio parere quello che adesso sta succedendo è che loro stanno uccidendo soprattutto innocenti e non credo che in questa maniera si attenueranno in favore della popolazione”.

Il licenziamento da parte del governo nelle ultime ore dei vertici della sicurezza del paese, aggiunge mons Bertin, potrebbe rendere la situazione ancora più precaria.Due le spiegazioni che ipotizza il presule:

" potrebbe volee dire che o pensano che vi sia stata un po’ di negligenza oppure cercano di rispondere a questa situazione mostrando un po’ più di forza. Quello che è auspicabile è che la popolazione civile si ribelli a questi attentati e che sia sempre più unita alle forze di sicurezza, e a quelli che cercano di riportare un po’ di legge e ordine, in Somalia”.

E necessario diventa anche la non indifferenza della comunità internazionale di fronte a queste situazioni. “La comunità internazionale – conclude il vescovo -  deve essere più  vicina al paese, perché ci sono diversi attori internazionali presenti in Somalia. Mi sorprende che questi elementi fanatici possano continuare ad agire e a fare del male alla popolazione. Se vogliamo fermarli dobbiamo unire tutte le forze che abbiamo”.

Ascolta e scarica il podcast con l'intervista a monsignor Giorgio Bertin, vescovo di Mogadiscio: