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Wojtyla e Galileo, 25 anni dopo. P. Maffeo: grande passo per fede e scienza

Ritratto di Galileo Galilei

Ritratto di Galileo Galilei

Il 31 ottobre di 25 anni fa, San Giovanni Paolo II - in un memorabile discorso alla plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze - ammetteva che era stato un errore condannare Galileo Galilei. Del resto, già nel 1979, solo un anno dopo la sua elezione, Karol Wojtyla riconobbe che l’autore del Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, “ebbe molto a soffrire – non possiamo nasconderlo – da parte di uomini e organismi di Chiesa”. La storica dichiarazione del 1992 faceva seguito ai lavori di una commissione presieduta dal cardinale Paul Poupard, voluta proprio da Papa Wojtyla nel 1981 per approfondire il processo al grande scienziato italiano, avvenuto 350 anni prima. Sull’importanza di quella decisione di Giovanni Paolo II e i frutti che ne sono derivati nel dialogo tra Chiesa e scienza, Alessandro Gisotti ha intervistato padre Sabino Maffeo, S.J., membro emerito della Specola Vaticana, oggi 95enne, che nel 1992 era vice-direttore dell’Osservatorio astronomico vaticano:

R. - Mi verrebbe da dire: “Finalmente!”. Finalmente la Chiesa chiarì con la decisione di Giovanni Paolo II la vicenda, quando dichiarò solennemente il grande errore nel condannare Galileo, il quale diceva la verità e gli fu detto, invece, di astenersi dal difendere una dottrina che era giusta.

D. - C’è sempre un po’ un pensiero che vede la Chiesa contrapposta alla scienza. Questo passo di San Giovanni Paolo II fu molto importante per rimettere le cose in una prospettiva giusta, è vero?

R. - Direi di sì, è il merito di questo Papa che ha detto con chiarezza l’errore che fu commesso quando si condannò Galileo!

D. - Benedetto XVI e Papa Francesco hanno continuato sulla strada di Giovanni Paolo II con un dialogo sempre più approfondito con il mondo della scienza …

R. - Difatti l’ambiente in cui mi trovo, la Specola Vaticana, è qualcosa che sta a dimostrare che i Papi apprezzano la scienza! Si potrebbe pensare: “Insomma, questi sacerdoti che si occupano di stelle, di pianeti e cose del genere non potrebbero essere meglio impiegati nel fare dell’apostolato?”. Ebbene, il coraggio invece di dedicare queste persone che sono sacerdoti a questo, significa che è molto importante la testimonianza che essi danno e come la Chiesa riconosce anche gli errori commessi nel campo dell’astronomia!

Ascolta e scarica l'audio dell'intervista a padre Maffeo: